
Cinque test effettuati sugli abiti di Yara Gambirasio, alcune fotografie ad alta definizione e risultati che, secondo la difesa di Massimo Bossetti, meriterebbero una nuova analisi. A oltre quindici anni dal ritrovamento del corpo della tredicenne di Brembate di Sopra, emergono nuovi interrogativi sugli accertamenti scientifici condotti durante le indagini per il suo omicidio.
A sollevarli sono l’avvocato Claudio Salvagni e il genetista forense Marzio Capra, protagonisti di un servizio di Luigi Pelazza per Le Iene, in onda giovedì 24 settembre su Italia 1. Al centro dell’approfondimento ci sono alcune immagini relative agli esami effettuati sul giubbotto e sulla felpa della ragazza, che la difesa ha potuto visionare il 7 febbraio 2025, dopo l’autorizzazione dei giudici all’accesso ai reperti.
I cinque test sugli abiti di Yara: cosa contesta la difesa
Secondo la nuova interpretazione proposta dai consulenti di Bossetti, alcune fotografie dei test mostrerebbero risultati indicativi della possibile presenza di liquido seminale maschile. Una lettura diversa da quella contenuta nelle relazioni ufficiali, nelle quali alcuni dei campioni esaminati erano stati classificati come negativi.
È proprio su questa discrepanza che si concentra la contestazione del genetista Marzio Capra.
«Qualsiasi scienziato forense avesse ottenuto questo risultato avrebbe dovuto catalogarlo come positivo o comunque da approfondire», sostiene il consulente della difesa.
Capra richiama inoltre l’attenzione su uno dei test eseguiti sulla felpa di Yara, che a suo giudizio mostrerebbe una positività debole. Un risultato che, secondo il genetista, potrebbe essere compatibile con le condizioni in cui gli indumenti sono rimasti prima del ritrovamento: circa tre mesi all’aperto, esposti alla pioggia, al gelo e alle intemperie.
Si tratta, tuttavia, di un’interpretazione della documentazione esistente, non di un nuovo accertamento che abbia già confermato la presenza di liquido seminale sui vestiti della ragazza.
La domanda del genetista: «Se non sono di Bossetti, di chi sono?»
La difesa intende ora ottenere nuovi accertamenti sui reperti, utilizzando tecniche di analisi più sensibili rispetto a quelle disponibili all’epoca delle indagini. Una richiesta di ulteriori esami su indumenti, campioni biologici e fotografie era già stata presentata alla Corte d’assise di Bergamo nel giugno scorso.
Nel servizio delle Iene, Capra solleva anche un interrogativo sull’eventuale provenienza delle tracce: «Se fossero state di Bossetti l’accusa le avrebbe utilizzate per inchiodarlo ancora di più. Ma se non lo sono, di chi sono?».
La domanda, tuttavia, si basa sull’ipotesi che i risultati dei test possano effettivamente indicare la presenza di materiale seminale. Per stabilirlo sarebbero necessari ulteriori accertamenti scientifici. Allo stato attuale non risulta dimostrata né la presenza delle tracce ipotizzate dalla difesa né la loro eventuale origine.
La condanna all’ergastolo e il ruolo del Dna di Ignoto 1
Massimo Bossetti è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Yara Gambirasio, scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta il 26 febbraio 2011 in un campo a Chignolo d’Isola, nella Bergamasca.
Un elemento centrale del processo è stata la traccia genetica denominata Ignoto 1, individuata sugli indumenti della tredicenne e successivamente attribuita a Bossetti.
La Sicilia
+1
La difesa continua a contestare alcuni aspetti degli accertamenti scientifici e punta a ottenere ulteriori analisi del materiale ancora disponibile. All’inizio di settembre ha inoltre ricevuto un supporto informatico contenente copie di migliaia di dati genetici raccolti durante le indagini, che potranno essere esaminati dai suoi consulenti.
La Sicilia
Il servizio di Luigi Pelazza, annunciato per la prima puntata della nuova stagione delle Iene, porta ora l’attenzione sulle fotografie dei test effettuati sugli abiti di Yara.
La Gazzetta dello Sport
+1
Resta da stabilire se la nuova interpretazione proposta dalla difesa troverà conferma in ulteriori analisi e se gli eventuali risultati potranno avere rilevanza sul piano giudiziario.


