
Quando il braccio di ferro tra le direttive comunitarie e le necessità quotidiane di milioni di cittadini raggiunge il punto di non ritorno, le decisioni del governo si trasformano in veri e propri scudi politici per interi settori economici. Tra la transizione ecologica imposta dall’alto e le difficoltà concrete di chi deve far quadrare i bilanci familiari, la pressione istituzionale sale alle stelle. In un clima di forte contrapposizione tra il rigore delle normative internazionali e la tutela del tessuto sociale nazionale, l’Esecutivo interviene con un provvedimento d’urgenza destinato a far discutere, salvaguardando la mobilità e la continuità lavorativa nei territori più produttivi del Paese.
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto-legge che evita il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nel Bacino Padano. Lo annuncia con «grande soddisfazione» il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che su questo aveva chiesto un intervento del governo. Dall’inizio di ottobre infatti avrebbe dovuto scattare il divieto di circolazione per le auto diesel Euro 5 nei principali centri urbani della Lombardia, visto che la regione non ha ancora approvato misure per salvare dalla «rottamazione» i vecchi motori a gasolio. Mentre Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si apprestano a utilizzare le misure compensative consentite per evitare il blocco, per la Lombardia ora interviene direttamente il governo centralizzato per impedire la paralisi dei trasporti.
In Italia, precisa una nota del Mit, circolano circa 3,5 milioni di autoveicoli e 0,6 milioni di veicoli commerciali con alimentazione diesel Euro 5, mentre oltre 1,2 milioni di autoveicoli e 200mila veicoli commerciali sono operativi proprio nel Bacino Padano. Si tratta di numeri imponenti che rischiavano di impattare in modo devastante sulla vita economica di famiglie e piccole imprese dell’area settentrionale.
La reazione del Mit e le parole di Matteo Salvini
Il vicepremier Matteo Salvini sui suoi profili social sottolinea che i veicoli potranno continuare a essere usati «nonostante un regolamento europeo del 2007 imponga da settimana prossima che tu debba rimanere a piedi». Un attacco diretto alle politiche ambientali dell’Unione Europea, rivendicando la bontà della decisione adottata dall’Esecutivo a difesa dei lavoratori italiani.
Più di 500.000 persone, ha proseguito il ministro riferendosi alla situazione lombarda, «lavoratrici e lavoratori, nella sola Lombardia potranno continuare a lavorare, a spostarsi tranquillamente nonostante i folli divieti imposti da Bruxelles. Non è che se uno si tiene l’Euro 5 lo fa per sciccheria, è perché probabilmente non ha i soldi oggi per cambiare l’auto o cambiare il furgone. Alle imposizioni di Bruxelles rispondiamo col buon senso. Prima l’Italia e gli italiani». Il provvedimento segna così un punto di svolta nel dibattito sulla sostenibilità, mettendo al centro la difesa del potere d’acquisto dei cittadini di fronte ai rigidi parametri europei.


