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Alberto investito subito dopo la maturità e morto in ospedale. Il sospetto atroce sui medici

Pubblicato: 24/09/2026 23:40

Quando una tragedia inaspettata spezza i sogni e le speranze di una giovane vita alle porte del futuro, l’intera comunità si ritrova avvolta in un silenzio carico di dolore e sconcerto. Tra le aule giudiziarie, le corsie ospedaliere e le perizie tecniche, la ricerca della verità diventa un dovere imprescindibile per chi chiede risposte chiare su quanto accaduto. Ogni singolo dettaglio, ogni decisione presa nelle ore più critiche e le dinamiche di un impatto drammatico finiscono ora sotto la lente d’ingrandimento della magistratura, decisa a fare piena luce sulle eventuali responsabilità che hanno trasformato un giorno di festa in un incubo senza fine.

Alberto Cremonini, 19 anni, è stato investito dopo aver sostenuto l’esame orale di maturità il 2 luglio scorso ed è morto dopo 45 giorni di agonia in ospedale. Ora la Procura, che aveva già aperto un fascicolo per omicidio stradale, sta valutando anche la colpa medica. Nella mattinata di domani, venerdì 25 settembre, sarà conferito l’incarico a uno specialista che affiancherà il medico legale per indagare sulla condotta sanitaria. Verranno poste sotto esame la cartella clinica del 19enne, richiesta all’ospedale dalla Polizia locale per conto dell’autorità giudiziaria, le terapie somministrate durante il mese e mezzo di degenza e confrontate con gli esiti dell’esame autoptico.

Si tratta di un passaggio formale che servirà per fare piena luce sull’accaduto; a disporre gli accertamenti è stato il pubblico ministero Tommaso Pierini, titolare del caso. Secondo quanto ricostruito in questi mesi, il ragazzo era stato investito sulle strisce da un’auto il 2 luglio in viale Pepoli, nei pressi del liceo Righi, dove Cremonini aveva appena sostenuto l’esame orale della maturità. Il 19enne si stava recando a prendere il pullman per tornare a casa.

Dai soccorsi all’aggravamento: le tappe dell’inchiesta

Trasportato in codice 2 all’ospedale Maggiore, le sue condizioni si erano aggravate nei giorni successivi, fino all’entrata in coma e poi al decesso il 16 agosto al Sant’Orsola, dove nel frattempo era stato trasferito per complicazioni sanitarie. Il decesso era avvenuto dopo 45 giorni di ricovero. Il conducente della vettura, un uomo di 59 anni, è indagato per omicidio stradale. A occuparsi degli accertamenti è la polizia locale, coordinata dalla Procura. Dopo il decesso era stata eseguita l’autopsia, svolta dal medico legale Luca Diani.

Cremonini era figlio unico, residente nella frazione Castagnolo, a San Giovanni in Persiceto. Era appassionato di musica e suonava la chitarra in una band, i ‘Rebirth’, con cui spesso si esibiva dal vivo. Il 19enne, che aveva da poco terminato gli studi, aveva frequentato l’indirizzo Scientifico del liceo Righi di Bologna. Poco tempo prima di morire aveva fatto i test di ammissione per entrare alla facoltà di Ingegneria.

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