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Pensa di avere un’indigestione, invece è molto peggio: l’incubo di una giovane madre

Pubblicato: 25/09/2026 07:42

Un mal di testa improvviso e insolitamente forte, poi il formicolio a una mano, la perdita di sensibilità su un lato del corpo e i conati di vomito. Erano stati questi i primi segnali che avevano portato Kim Borthwick, 36enne di Glasgow e mamma di due gemelli di quattro anni, a scoprire di avere un glioblastoma, una forma particolarmente aggressiva di tumore cerebrale.

La diagnosi era arrivata nel gennaio 2026, poco dopo le festività natalizie trascorse insieme al marito Ross e ai loro bambini. Otto mesi più tardi, martedì 22 settembre, la famiglia ha annunciato sui social la morte della giovane donna.

Il mal di testa dopo Natale e i primi sintomi

Secondo quanto riportato dal Mirror, fino a Natale Kim aveva trascorso le feste normalmente insieme alla sua famiglia. Poco dopo, però, aveva iniziato ad avvertire un mal di testa molto intenso e diverso dal solito.

In un primo momento la 36enne aveva pensato che il malessere potesse essere legato agli eccessi del periodo natalizio. Ma il dolore, invece di passare, era diventato sempre più difficile da sopportare.

A quel punto erano comparsi altri sintomi: formicolio a una mano, perdita della sensibilità su un lato del corpo e conati di vomito. Dopo diverse visite dal medico di base, era stata indirizzata al pronto soccorso per sottoporsi a una TAC urgente.

Gli accertamenti avevano portato alla diagnosi di glioblastoma, tumore maligno del sistema nervoso centrale caratterizzato da una crescita rapida.

La battaglia per la ricerca

Durante i mesi della malattia, Kim aveva deciso di trasformare la propria esperienza anche in un impegno pubblico, aderendo al gruppo di attivisti Brain Cancer Justice (BCJ) e chiedendo maggiore attenzione e risorse per la ricerca sui tumori cerebrali.

La 36enne aveva raccontato come la diagnosi avesse cambiato radicalmente il modo in cui guardava al tempo trascorso con i suoi due bambini.

«La mia diagnosi mi ha dato la lucidità necessaria per godermi ogni momento con i miei figli. Per me è troppo tardi, ma voglio fare la differenza per chi verrà dopo di me. So che sarei stata una nonna fantastica», aveva detto.

Parole con le quali Kim aveva voluto richiamare l’attenzione sulla necessità di sviluppare nuove possibilità terapeutiche per chi riceverà in futuro la stessa diagnosi.

L’annuncio della famiglia: «Ha significato il mondo per Kim»

Martedì 22 settembre, a circa otto mesi dalla diagnosi, è arrivato l’annuncio della sua morte.

«A nome della famiglia di Kim, è con il cuore pesante che annunciamo la sua scomparsa», hanno scritto i familiari sui social.

Nel messaggio è arrivato anche il ringraziamento alle tante persone che avevano seguito e sostenuto Kim durante la malattia: «Vogliamo ringraziarvi tutti per l’incredibile sostegno che ci avete dimostrato negli ultimi otto mesi. Ha significato il mondo per Kim e per noi».

Kim lascia il marito Ross e i loro due gemelli di quattro anni, attorno ai quali aveva concentrato gli ultimi mesi della sua vita e ai quali aveva dedicato alcune delle parole più toccanti della sua testimonianza pubblica.

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