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Carburante, la novità da lunedì: “Attenzione dal benzinaio”

Pubblicato: 27/09/2026 15:44
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Con i prezzi dei carburanti ancora in aumento, da lunedì 28 settembre scatta il tetto deciso da Eni per benzina e diesel venduti negli impianti Enilive. Il limite sarà fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio e resterà in vigore inizialmente per 30 giorni, con la possibilità di essere prorogato fino alla fine del 2026 in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Una misura che può tradursi in un risparmio immediato per chi deve fare il pieno, ma che sta provocando forti tensioni nel settore della distribuzione. La Figisc-Confcommercio teme infatti che l’iniziativa possa mettere in difficoltà gli impianti delle altre compagnie e gli operatori indipendenti, mentre le associazioni dei consumatori chiedono che anche gli altri gruppi petroliferi seguano l’esempio.

Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19: come funziona il tetto Eni

Dal 28 settembre Eni applicherà attraverso Enilive un price cap, cioè un prezzo massimo oltre il quale benzina e diesel non potranno essere venduti negli impianti interessati dall’iniziativa.

Il limite sarà di:

  • 1,99 euro al litro per la benzina;
  • 2,19 euro al litro per il gasolio.

Non si tratta quindi di uno sconto fisso di 17 centesimi applicato indistintamente a ogni rifornimento. Se un distributore Enilive vende già il carburante a un prezzo inferiore al tetto, il prezzo potrà restare più basso. Il meccanismo stabilisce semplicemente il livello massimo applicabile. Eni quantifica comunque in circa 17 centesimi al litro la differenza rispetto ai livelli medi registrati al momento dell’annuncio.

Il tetto resterà in vigore per 30 giorni e potrà essere esteso fino alla fine dell’anno.

Quanto costa oggi fare benzina

La misura arriva mentre i listini continuano a salire. Secondo i dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit diffusi domenica 27 settembre, sulla rete stradale nazionale il prezzo medio in modalità self è arrivato a 2,159 euro al litro per la benzina e 2,377 euro per il diesel.

Ancora più elevati i prezzi in autostrada: la benzina self si attesta mediamente a 2,254 euro al litro, mentre il gasolio raggiunge 2,459 euro, ormai a un passo dalla soglia dei 2,50 euro.

Confrontando questi valori con il tetto Eni, sulla rete ordinaria la differenza è di circa 16,9 centesimi al litro sulla benzina e 18,7 centesimi sul diesel.

Quanto si risparmia su un pieno

Su un rifornimento da 50 litri, prendendo come riferimento gli attuali prezzi medi nazionali, il vantaggio teorico è quindi di circa 8,45 euro per la benzina e 9,35 euro per il gasolio.

Il risparmio effettivo varierà però a seconda del distributore e della zona d’Italia in cui viene effettuato il rifornimento. Dove i prezzi alla pompa sono più elevati della media nazionale, la differenza rispetto al tetto Eni potrà risultare maggiore.

Resta inoltre possibile che impianti di altre compagnie offrano carburante a prezzi inferiori a 1,99 o 2,19 euro: il price cap di Eni rappresenta infatti un limite massimo e non un prezzo minimo imposto al mercato.

Il legame con lo sconto sulle accise

Eni ha precisato che il proprio intervento è collegato all’agevolazione fiscale sulle accise attualmente in vigore. La società ha motivato la decisione anche con la contrazione dell’offerta internazionale di prodotti raffinati, le crisi geopolitiche e la riduzione della capacità di raffinazione europea.

Il meccanismo deve quindi essere letto anche alla luce delle decisioni del governo sulle imposte applicate ai carburanti. Eni ha indicato esplicitamente che il price cap è correlato all’agevolazione fiscale: eventuali modifiche del quadro fiscale potranno quindi incidere sulle condizioni dell’iniziativa.

I gestori protestano: «Rischio concorrenza sleale»

Se per gli automobilisti il tetto può significare un risparmio, la reazione di una parte dei gestori è stata molto più critica.

La Figisc, federazione dei gestori di impianti aderente a Confcommercio, sostiene che l’operazione rischi di «sconvolgere il mercato della distribuzione». Secondo l’organizzazione, gli operatori indipendenti potrebbero trovarsi nell’impossibilità di rispondere alla politica commerciale di un gruppo delle dimensioni di Eni.

La federazione riferisce che nel settore c’è chi considera l’iniziativa potenzialmente legata a una posizione dominante, arrivando a evocare ipotesi di «dumping e concorrenza sleale». Si tratta, allo stato, delle contestazioni e dei timori espressi dagli operatori del settore, non di conclusioni accertate da un’autorità garante della concorrenza.

Figisc solleva inoltre un altro problema: se molti automobilisti dovessero concentrarsi sugli impianti Enilive per sfruttare il tetto, potrebbero crearsi difficoltà nella gestione delle scorte e dei rifornimenti.

Il precedente francese di TotalEnergies

A preoccupare i gestori contribuisce anche quanto accaduto in Francia con TotalEnergies, dove un analogo tetto ai prezzi è stato più volte prorogato.

Secondo quanto ricostruito da Figisc, l’iniziativa francese ha provocato le proteste degli operatori indipendenti, che hanno contestato i possibili effetti sulla concorrenza. In alcune fasi, l’afflusso di automobilisti verso le stazioni che applicavano il tetto avrebbe inoltre creato difficoltà nelle giacenze di carburante.

È questo uno degli scenari che i gestori italiani temono possa ripetersi anche con l’iniziativa Eni.

Le associazioni dei consumatori: «Anche gli altri seguano Eni»

Di segno opposto la posizione di diverse associazioni dei consumatori. Adoc auspica che altre compagnie adottino iniziative analoghe, pur chiedendo interventi strutturali sul mercato energetico italiano.

Assoutenti ha sottolineato invece che il price cap potrebbe produrre non soltanto un risparmio diretto per chi si rifornisce presso Enilive, ma anche un effetto concorrenziale, spingendo le altre compagnie a intervenire sui propri listini per non perdere clienti.

Da lunedì, dunque, si vedranno i primi effetti concreti della misura. Per gli automobilisti il dato immediato è semplice: negli impianti interessati dall’iniziativa Eni la benzina non potrà superare 1,99 euro al litro e il diesel 2,19 euro, almeno nelle condizioni previste dall’annuncio. Per il mercato, invece, si apre una partita più complessa, legata alla reazione delle altre compagnie, alla tenuta dei distributori indipendenti e all’evoluzione dei prezzi internazionali nelle prossime settimane.

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