
Da oggi, lunedì 28 settembre, per gli automobilisti italiani cambia la geografia del caro carburanti. Per cercare di spendere meno alla pompa bisognerà guardare soprattutto alle insegne Eni/Enilive e Ip, le due grandi reti che hanno deciso di intervenire sui prezzi di benzina e diesel. Complessivamente l’operazione potrebbe coinvolgere circa 8.500 distributori, quasi quattro stazioni di servizio su dieci presenti in Italia.
La novità più concreta arriva da Eni. Nei circa 4 mila punti vendita della rete Enilive scatta per trenta giorni un tetto massimo: benzina a non più di 1,99 euro al litro e gasolio a non più di 2,19 euro al litro. Il limite potrà essere prolungato fino alla fine dell’anno in base all’andamento del mercato e degli approvvigionamenti. Il confronto con le quotazioni medie rende evidente il vantaggio: alla vigilia dell’intervento il prezzo medio nazionale era arrivato a circa 2,159 euro per la benzina e 2,377 euro per il diesel, con il gasolio ancora più caro in autostrada.
Quanto si risparmia con Eni
Secondo i calcoli effettuati sui prezzi medi comunicati al Mimit, scegliere un distributore Eni/Enilive può significare oggi un risparmio indicativo di 8,45 euro su un pieno di benzina da 50 litri e di 9,35 euro su un pieno di diesel. Il vantaggio può essere ancora maggiore nelle aree dove i prezzi medi sono più elevati: per il gasolio, ad esempio, la differenza può avvicinarsi ai 12 euro per un pieno.
La seconda insegna da tenere d’occhio è Ip. Socar, il gruppo azero che controlla Italiana Petroli, ha annunciato a sua volta l’introduzione di un limite ai prezzi di benzina e gasolio. In questo caso, però, non è stato stabilito un unico tetto nazionale come quello di Eni. L’applicazione parte progressivamente dalla rete Ip, che conta circa 4.500 punti vendita, e i valori potranno essere differenziati per tenere conto delle diverse condizioni della rete e dei singoli operatori.
Dove conviene fare benzina da oggi
Per chi deve fare rifornimento oggi, dunque, l’indicazione più semplice è controllare prima un distributore Eni/Enilive: lì il limite di 1,99 euro per la benzina e 2,19 per il diesel è già definito e permette di sapere immediatamente quale sarà il prezzo massimo. Per Ip, invece, sarà necessario verificare il prezzo esposto dal singolo impianto, perché il sistema di calmierazione entra in funzione gradualmente e non prevede, almeno per ora, una cifra identica per tutta Italia.
L’effetto potrebbe comunque essere rilevante sull’intero mercato. Sommando i circa 4 mila impianti Eni/Enilive ai 4.500 Ip, il contenimento dei prezzi potrebbe interessare circa il 39% della rete nazionale. Socar ha inoltre annunciato che saranno valutate le modalità per estendere successivamente il meccanismo anche alle stazioni Esso e agli altri operatori che si riforniscono da Ip. Per gli automobilisti, insomma, da oggi vale una regola molto concreta: prima di fermarsi alla prima pompa, conviene controllare l’insegna e soprattutto il prezzo esposto. Le differenze, su un pieno, possono ormai valere quasi dieci euro.


