
Quando il sipario cala all’improvviso su un’icona del costume contemporaneo, il mondo dello spettacolo e dello sport si ritrova sospeso in uno sconcerto profondo. Picchi d’adrenalina, ovazioni di folle sterminate e una dedizione agonistica spinta oltre ogni limite umano cedono il passo a un silenzio surreale. Le leggende capaci di sfidare le leggi della fisica per regalare sogni ad occhi aperti lasciano un vuoto incolmabile quando il destino decide di spezzare il filo della loro vita. Tra tributi commossi, ricordi indelebili e testimonianze di stima globale, resta l’eredità indelebile di chi ha saputo trasformare la propria passione in pura opera d’arte.
Si è spento all’età di 40 anni Benjamin Satterley, celebre stella del wrestling britannico universalmente nota agli appassionati con lo pseudonimo di Pac e, durante le stagioni trascorse sul ring della WWE, con i nomi d’arte Adrian Neville e Neville. A confermare la tragica e prematura scomparsa è stata la federazione All Elite Wrestling (AEW), scuderia con cui l’atleta combatteva stabilmente dal 2019. Le cause del decesso non sono state divulgate.

La sconcertante notizia è arrivata a soli due giorni di distanza dalla sua ultima esibizione dal vivo. Nella serata di sabato, Satterley era stato tra i grandi protagonisti di “All Out”, rinomato show della AEW andato in scena nella zona di Chicago. In quell’occasione aveva affrontato Andrade El Idolo nella sfida valida per l’AEW National Championship, riapparendo più tardi anche nel corso del main event.
Dalle acrobazie aeree ai trionfi nei ring di tutto il pianeta
Originario di Newcastle upon Tyne, Satterley aveva debuttato nel circuito professionistico nel 2004, arrivando a militare nel corso degli anni nelle più prestigiose organizzazioni mondiali: dalla WWE alla New Japan Pro-Wrestling, passando per la messicana Consejo Mundial de Lucha Libre. La sua fama mondiale era legata a uno stile di combattimento estremamente spettacolare, caratterizzato da manovre acrobatiche ed evoluzioni mozzafiato lanciate dalla cima delle corde. Una maestria atletica unica che, durante gli anni in WWE, gli fece guadagnare il leggendario soprannome di “The Man That Gravity Forgot”.
Nel corso della sua permanenza in WWE si era aggiudicato cinture di prestigio come l’NXT Championship e il Cruiserweight Championship. Dopo l’addio alla federazione nel 2018 e il successivo approdo alla AEW nel 2019, era diventato il primo storico All-Atlantic Champion — alloro poi ribattezzato International Championship — conquistando in seguito anche il titolo Trios.
L’improvviso lutto ha scatenato un’ondata di profondo cordoglio in tutto l’ambiente. Il presidente della AEW Tony Khanha voluto rendere omaggio a Satterley sottolineandone la sterminata cultura della disciplina, la profonda professionalità e un atletismo fuori dal comune. Anche il connazionale Will Ospreay lo ha salutato con commozione sui canali social, incoronandolo come “il più grande talento esportato dal nostro Paese”. Nel dare l’annuncio ufficiale, la AEW ha infine ricordato un performer straordinario, capace di ammaliare la platea internazionale con voli rivoluzionari e di firmare alcuni tra i match più epici della storia della disciplina.


