
A distanza di anni dalla morte di David Rossi, la ricostruzione di quanto accadde negli ultimi momenti della sua vita continua a passare attraverso simulazioni e valutazioni tecniche. L’obiettivo è mettere in ordine gli elementi disponibili e verificare la dinamica della caduta, concentrando l’attenzione soprattutto sulla possibilità che prima di precipitare dalla finestra ci sia stata un’aggressione.
Le prime conclusioni emerse dalle simulazioni svolte a Roma, con l’ausilio dei Ris, delineano una ricostruzione nella quale il momento immediatamente precedente alla caduta avrebbe avuto una dinamica particolarmente rapida e violenta. Si tratta di una prima valutazione tecnica nell’ambito della perizia richiesta dalla commissione di inchiesta sulla morte dell’ex capo della comunicazione di Mps.
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L’ipotesi dell’aggressione nell’ufficio
Secondo quanto emerge dalla prima valutazione tecnica, David Rossi sarebbe stato aggredito all’interno del suo ufficio da più persone. Gli aggressori sarebbero stati almeno due e, secondo la ricostruzione, avrebbero avuto una corporatura robusta.
La dinamica ipotizzata dagli esperti parte dunque da un’aggressione avvenuta in maniera violenta e veloce. Rossi, secondo questa prima ricostruzione, sarebbe stato ancora cosciente prima di precipitare dalla finestra e avrebbe quindi potuto tentare di difendersi.
Questo elemento assume un peso centrale nella ricostruzione della sequenza dei fatti. La possibilità che l’uomo fosse cosciente nel momento precedente alla caduta viene infatti collegata all’ipotesi che abbia cercato di reagire all’aggressione.
La valutazione tecnica, tuttavia, è ancora inserita nel percorso della perizia e riguarda una ricostruzione ottenuta attraverso simulazioni. Non viene quindi presentata come una ricostruzione definitiva dell’accaduto, ma come un elemento emerso dall’attività tecnica svolta nell’ambito dell’inchiesta.

Il momento della caduta
Un altro passaggio della simulazione riguarda ciò che sarebbe avvenuto una volta che Rossi si trovava già all’esterno della finestra.
Secondo la prima valutazione, l’ex responsabile della comunicazione di Mps avrebbe tentato di aggrapparsi al bordo della finestra. La ricostruzione ipotizza inoltre che gli aggressori potessero averlo trattenuto in quel momento.
La presa, però, sarebbe successivamente venuta meno e Rossi sarebbe precipitato.
È proprio questa fase a rappresentare uno degli elementi sui quali si concentra la valutazione tecnica. L’ipotesi prospettata è quella di una persona che, dopo essere finita fuori dalla finestra, avrebbe cercato di mantenersi aggrappata al bordo mentre gli aggressori l’avrebbero trattenuta.
Secondo la ricostruzione, quel gesto potrebbe essere avvenuto anche nel quadro di un tentativo di intimidazione. La presa sarebbe poi mancata, determinando la caduta.
Le simulazioni con i Ris
Le valutazioni sono state elaborate attraverso simulazioni a Roma, realizzate con l’ausilio dei Ris. L’attività rientra nella perizia richiesta dalla commissione di inchiesta che si occupa della morte di David Rossi.
L’utilizzo delle simulazioni serve a ricostruire, sulla base degli elementi tecnici disponibili, la possibile successione dei movimenti avvenuti prima e durante la caduta. Al centro dell’esame ci sono quindi la posizione dell’uomo, la possibilità di una reazione, l’eventuale presenza di altre persone e la fase nella quale Rossi si sarebbe trovato oltre il davanzale.
La prima valutazione tecnica individua dunque una sequenza composta da più momenti: l’ipotizzata aggressione nell’ufficio, la possibilità che Rossi fosse ancora cosciente e avesse tentato di difendersi, il passaggio oltre la finestra, il tentativo di aggrapparsi al bordo e infine la perdita della presa.

La morte di David Rossi
David Rossi, ex capo della comunicazione di Mps, è morto nel 2013 a Siena dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio. La dinamica della morte è stata oggetto nel tempo di approfondimenti e ricostruzioni, e proprio su questi aspetti si concentra l’attività della commissione di inchiesta.
La nuova valutazione tecnica nasce quindi dalla necessità di esaminare nuovamente le circostanze della caduta attraverso strumenti di simulazione e il contributo dei Ris. L’elemento centrale emerso finora riguarda la possibilità di un’aggressione da parte di più persone e la successiva dinamica all’esterno della finestra.
Secondo la prima ricostruzione tecnica, Rossi sarebbe stato cosciente prima della caduta e avrebbe tentato di difendersi. Una volta oltre la finestra, avrebbe cercato di mantenersi aggrappato al bordo, mentre gli aggressori potrebbero averlo trattenuto. La presa sarebbe poi venuta meno.
Sono questi gli elementi che emergono dalle simulazioni svolte a Roma e che dovranno essere inseriti nel quadro complessivo della perizia sulla morte di David Rossi. La ricostruzione resta legata agli esiti dell’attività tecnica richiesta dalla commissione di inchiesta e agli elementi che saranno valutati nell’ambito dell’indagine sulla dinamica dei fatti.


