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Morte David Rossi, Massimo Giletti annuncia novità clamorose: “Indagini riaperte”

Pubblicato: 02/03/2026 20:36
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Il caso di David Rossi, l’ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena, si arricchisce oggi di un capitolo fondamentale che potrebbe cambiare per sempre la narrazione di una delle vicende più oscure della cronaca italiana recente. A distanza di tredici anni da quella drammatica sera del 6 marzo 2013, quando il corpo del manager fu rinvenuto senza vita nel vicolo sottostante il suo ufficio a Rocca Salimbeni, arriva una notizia che scuote l’opinione pubblica. Massimo Giletti, durante un’anticipazione della trasmissione Lo Stato delle Cose su Rai3, ha annunciato ufficialmente che le indagini sono state riaperte. Questa decisione non è un semplice atto formale, ma il risultato di una pressione costante esercitata dalla famiglia Rossi e dei nuovi elementi tecnici emersi grazie al lavoro della commissione parlamentare d’inchiesta.

Una svolta attesa per anni

La notizia della riapertura del fascicolo rappresenta una vittoria per chi non ha mai creduto alla tesi del suicidio, inizialmente archiviata con troppa fretta dalle autorità competenti. Le perizie mediche e scientifiche più recenti hanno infatti messo in discussione l’intera dinamica dell’evento, portando alla luce incongruenze che rendono l’ipotesi del gesto volontario estremamente fragile. Giletti ha sottolineato nel suo video su Instagram come la famiglia di David Rossi abbia continuato a lottare per la verità, sostenendo che le ferite riportate dal manager non fossero compatibili con una semplice caduta dall’alto, ma fossero piuttosto il segno di una violenza subita prima del volo fatale.

Nuovi dettagli sulle lesioni fisiche

Secondo quanto emerso dalle analisi del medico legale Robbi Manghi e del tenente del Ris Adolfo Gregori, sul volto di Rossi sono state individuate lesioni che non possono essere attribuite all’impatto con il suolo. Gli esperti hanno ipotizzato che tali segni siano riconducibili a una pressione esercitata contro il filo anti-volatili della finestra, il che suggerisce uno scenario di intimidazione o addirittura una vera e propria colluttazione avvenuta all’interno dell’ufficio prima della caduta. Manghi ha aggiunto un dettaglio tecnico inquietante, spiegando che un colpo ben assestato alla tempia sarebbe stato sufficiente a rendere una persona inerme o a farla cadere.

La posizione anomala del corpo

Un altro elemento che ha spinto i magistrati a riconsiderare il caso riguarda la postura assunta da David Rossi durante la discesa. La dinamica della caduta, analizzata attraverso simulazioni e perizie balistiche, non appare naturale per un uomo che si lancia volontariamente nel vuoto. Al contrario, la postura piegata rilevata nei filmati e nelle ricostruzioni sarebbe, secondo i periti, il risultato di una forte presa sul braccio operata da terzi. Questo dettaglio sposta l’attenzione su un possibile intervento esterno, trasformando il sospetto di suicidio in un potenziale caso di omicidio o morte come conseguenza di altro reato.

Il sopralluogo a Siena

Il lavoro istituzionale non si ferma alla sola trasmissione televisiva, poiché la seconda Commissione d’inchiesta, guidata da Gianluca Vinci, ha già programmato un nuovo sopralluogo a Siena per il prossimo 7 marzo 2026. Questo ritorno sul luogo della tragedia serve a verificare sul campo le nuove ipotesi emerse e a incrociare i dati delle ultime perizie con la conformazione fisica di Palazzo Salimbeni. La riapertura formale delle indagini permette ora agli inquirenti di utilizzare strumenti investigativi più incisivi, cercando di dare finalmente un nome e un volto a chi potrebbe aver causato la morte del manager in quella gelida serata toscana.

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