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Orrore al mare, squalo attacca ragazzino: “Era insieme al fratello”

Pubblicato: 28/06/2026 16:27

Un tranquillo pomeriggio di mare può trasformarsi in pochi istanti in un incubo. Quello che all’inizio era sembrato un comune scoglio affiorante dall’acqua si è rivelato, in una manciata di secondi, una minaccia capace di cambiare per sempre la vita di chi lo aveva scambiato per una semplice formazione rocciosa.

L’episodio ha riportato l’attenzione sul rischio degli incontri con gli squali durante le attività balneari nei mari tropicali, dove acque cristalline e fondali poco profondi possono nascondere insidie difficili da individuare a colpo d’occhio. Bastano pochi metri di distanza e un attimo di disattenzione per trasformare un bagno rilassante in un’emergenza che richiede sangue freddo e prontezza immediata.

Un ragazzino statunitense di 12 anni è stato attaccato da uno squalo lo scorso martedì 23 giugno, mentre nuotava nelle acque davanti all’isola di Staniel Cay, alle Bahamas. L’animale, lungo circa tre metri, gli ha morso una gamba provocando lesioni gravissime, che hanno richiesto oltre mille punti di sutura. Il ragazzo non ha perso l’arto, ma dovrà restare a lungo a riposo prima di potersi rimettere completamente.

Il giovane stava nuotando insieme al fratello maggiore quando ha scambiato lo squalo per uno scoglio di forma particolare. Si è quindi avvicinato all’animale, convinto si trattasse di una roccia affiorante, prima di rendersi conto della reale natura del pericolo. “Ho chiamato mio fratello e gli ho detto: guarda questo scoglio, sembra uno squalo enorme”, ha raccontato in seguito il 12enne, descrivendo l’attimo in cui ha realizzato cosa stesse accadendo davanti a lui in acqua.

Il racconto del fratello e il salvataggio

Il fratello maggiore, presente sul posto, ha raccontato di aver inizialmente scambiato l’animale per uno squalo nutrice, ritenuto generalmente poco pericoloso per l’uomo. La situazione è però precipitata in pochi secondi: “Si è avvicinato a circa un metro da me e ho pensato fosse solo uno squalo nutrice. Pochi secondi dopo, ho sentito un urlo straziante e l’acqua, prima limpida e azzurra, si è trasformata in un rosso torbido”. È stato proprio il fratello a intervenire immediatamente, prestando un primo soccorso decisivo per salvare la vita del 12enne.

Il giovane si è precipitato verso il fratello ferito, gli ha tolto il costume da bagno e lo ha utilizzato per stringere un laccio attorno alla gamba colpita, nel tentativo di bloccare l’emorragia. Allo stesso tempo ha iniziato a urlare per richiamare l’attenzione di eventuali persone nelle vicinanze, in una zona che si trovava a circa 60 miglia dalla costa, priva di copertura telefonica e su un’isola disabitata. “O lo aiutavamo noi o nessuno lo avrebbe fatto”, ha ricordato il fratello maggiore, descrivendo la consapevolezza di dover agire da soli in quei momenti.

L’arrivo in ospedale e le condizioni del 12enne

La famiglia aveva trascorso l’intera giornata visitando diverse isole dell’arcipelago, scegliendo come ultima tappa una spiaggia appartata caratterizzata da acque particolarmente trasparenti. I due fratelli avevano deciso di attraversare a nuoto una baia poco profonda per raggiungere un’altra zona dell’isola, mentre il resto della famiglia si trovava più indietro lungo il tragitto.

Poco dopo l’attacco è arrivata una barca di passaggio, che ha permesso di trasportare rapidamente il 12enne verso la riva. Da lì il ragazzo è stato condotto in ospedale, dove ha ricevuto le cure necessarie e oltre mille punti di sutura alla gamba destra. Secondo quanto raccontato dallo stesso giovane, il rischio di perdere l’arto era concreto: “C’era un’alta probabilità che perdessi la gamba se avessi continuato a sanguinare e l’emorragia non fosse stata fermata”. Il 12enne dovrà ora osservare un lungo periodo di immobilità prima di poter tornare alla normalità.

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