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“Addio, grande donna!”. L’Italia perde una figura di riferimento. Lacrime

Pubblicato: 28/09/2026 12:42

Quando l’esistenza di un’autentica maestra di vita si spegne dopo aver attraversato oltre un secolo di storia, la cultura e il mondo delle istituzioni si inchinano di fronte a un’eredità morale inestimabile. Tra ricordi indelebili lasciati nelle aule scolastiche, riconoscimenti internazionali di altissimo profilo e un impegno civile mai venuto meno con il passare del tempo, il rimpianto per una figura carismatica si unisce all’orgoglio di averne condiviso il percorso. Un esempio luminoso di dedizione all’insegnamento e di passione per il sapere che lascia un segno profondo nella memoria collettiva di quanti ne hanno incrociato lo sguardo e gli insegnamenti.

Si è spenta a Rimini, dopo aver raggiunto il traguardo eccezionale dei 104 anni, la professoressa Fernanda Argnani, illustre docente nativa di Ravenna che per lunghissimo tempo ha guidato le classi del Liceo Classico Dante Alighieri. Nata in una famiglia agricola nel territorio di Gambellara, la donna ha riservato le sue migliori energie all’istruzione e alla trasmissione della cultura, rimanendo costantemente ancorata alla propria terra d’origine.

Specialista di lingua e letteratura francese, la professoressa Argnani ha prestato servizio per ben 18 anni presso il Liceo Classico Dante Alighieri, segnando la crescita intellettuale di intere generazioni. La sua eccezionale carriera le è valsa prestigiosi onori: lo Stato francese le ha accordato i tre livelli delle Palmes Académiques — Chevalier, Officier e Commandeur —, mentre nel 2022 la municipalità di Rimini le aveva conferito il Sigismondo d’Oro.

L’ultimo saluto a Gambellara e il tributo del Partito Repubblicano Italiano

Le esequie solenni in memoria della docente avranno luogo martedì 29 settembre, alle ore 15:45, all’interno della chiesa di San Giacomo situata a Gambellara.

La notizia del decesso ha suscitato il profondo cordoglio del Partito Repubblicano Italiano, che ha inteso evidenziare la sua dedizione all’insegnamento, la vicinanza alla comunità ravennate e la profonda condivisione dei valori mazziniani. Il comunicato esalta il profilo della docente: «Fernanda ha attraversato un secolo intero fedele al suo motto: “Il mio lavoro, ancora oggi, è capire e conoscere”. Per tanti repubblicani ravennati è stata un punto di riferimento come lo è stata per tutti i suoi studenti, che ha formato con rigore, libertà di pensiero e quell’umanesimo laico che è l’essenza dell’impegno repubblicano. In lei viveva, limpida, la fedeltà al pensiero mazziniano sull’educazione: la scuola come emancipazione della persona, come strumento di riscatto sociale e formazione di cittadini liberi e consapevoli. Una lezione che risuona ancor più necessaria in questi giorni, in cui si discute di riforme della scuola che sembrano andare nella direzione opposta».

Il ricordo della nota figura prosegue evidenziando il paragone con le storiche battaglie educative dell’Ottocento: «Quando diceva “I miei figli putativi sono state le migliaia di studenti che ho avuto”, Fernanda ricordava idealmente ciò che Giuseppe Mazzini fece a Londra, quando nel 1841 aprì una scuola gratuita per i giovani italiani emigrati, istruendoli ed educandoli come fossero figli suoi. Stessa dedizione, stessa idea repubblicana: l’educazione come atto d’amore verso la comunità e verso il futuro del Paese. Di lei si potrà sempre dire che la sua è stata davvero una vita per la scuola, una vita per la Repubblica. Alla sua famiglia, ai suoi ex alunni e alla comunità di Gambellara giunga il cordoglio più sentito mio personale e dei Repubblicani dell’Emilia-Romagna».

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