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“Hanno rubato il tetto”. Incredibile a scuola in Italia, tutti a testa in su: maestre e alunni increduli

Pubblicato: 29/09/2026 08:33

Ci sono furti che lasciano dietro di sé una porta forzata, una finestra rotta o qualche oggetto scomparso. E poi ci sono quelli che, quando vengono scoperti, mostrano un segno molto più evidente dell’intrusione: una parte dell’edificio completamente smontata, pezzo dopo pezzo, come se qualcuno avesse avuto tutto il tempo necessario per lavorare senza essere disturbato. È quello che è accaduto durante il fine settimana, quando una struttura destinata ai bambini è stata presa di mira da una banda interessata al metallo della copertura.

La scoperta è arrivata soltanto al momento della riapertura, quando insegnanti e bambini sono tornati nell’edificio. Nel giardino, però, erano rimaste le tracce del lavoro compiuto dai ladri: elementi della struttura, attrezzature e materiali lasciati sul posto raccontavano ciò che era successo. La parte più consistente del tetto era stata rimossa e portata via, provocando danni alla struttura e rendendo necessario un intervento per ripristinare le condizioni di sicurezza dell’edificio.
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Il furto ad Arcene

La vicenda è avvenuta ad Arcene, in provincia di Bergamo, alla scuola dell’infanzia Papa Giovanni XXIII. La banda avrebbe agito tra il 26 e il 27 settembre, anche se resta da chiarire con precisione la notte in cui il furto è stato compiuto.

La scuola, che dipende dalla parrocchia, si trova nel centro storico, circondata dalle abitazioni. Nonostante questo, nessuno sembra essersi accorto delle operazioni necessarie per smontare una porzione così ampia della copertura e trasferire il materiale all’esterno.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, un elemento potrebbe contribuire alla ricostruzione degli spostamenti dei responsabili. La mattina di domenica 27 settembre qualcuno avrebbe infatti notato uno dei cancelli dell’asilo aperto.

I ladri hanno lavorato sul versante interno dell’edificio, quello rivolto verso il giardino della scuola. La posizione avrebbe consentito di operare con maggiore discrezione. Per rimuovere una superficie così estesa sarebbero state necessarie più persone, mentre per trasportare la refurtiva sarebbe stato utilizzato almeno un furgone.

Nel giardino sono rimasti scale, profili e pali staccati dalla struttura. Sono stati proprio questi elementi a insospettire le insegnanti e a permettere di ricostruire immediatamente quanto accaduto.

Le indagini dei carabinieri

Dopo la segnalazione sono intervenuti i carabinieri, che stanno cercando di ricostruire le modalità del furto e di individuare i responsabili. Uno dei punti ancora da chiarire riguarda l’orario esatto dell’azione.

Nel messaggio pubblicato dalla scuola sulla propria pagina Facebook si parla di quanto avvenuto «nella notte appena trascorsa». Resta tuttavia da stabilire se i ladri siano entrati in azione tra sabato e domenica oppure tra domenica e lunedì.

Per gli accertamenti saranno esaminate anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza comunale, installate lungo le strade che conducono all’asilo. Le registrazioni potrebbero aiutare a ricostruire gli spostamenti dei responsabili e, in particolare, dei mezzi utilizzati per allontanarsi con il materiale sottratto.

Il valore complessivo dei danni non è ancora stato quantificato. Di certo, però, la copertura dell’edificio risulta fortemente danneggiata e sarà necessario procedere con importanti lavori di ripristino.

La scuola ha denunciato pubblicamente l’accaduto definendolo un grave atto vandalico. La copertura è stata indicata come un elemento fondamentale per la sicurezza e l’agibilità della struttura.

Danneggiato anche il giardino

L’intervento dei ladri ha coinvolto anche il giardino dell’asilo, uno spazio utilizzato dai bambini e considerato parte importante della vita della comunità scolastica.

Le fotografie diffuse dalla scuola mostrano l’ossatura in legno del tetto rimasta in gran parte scoperta dopo la rimozione delle lastre. Un’immagine che rende evidente la portata dell’intervento compiuto dai responsabili.

La scuola ha deciso di raccontare pubblicamente quanto successo non soltanto per informare, ma anche per far comprendere alla comunità l’impatto dell’accaduto. Ora saranno gli accertamenti dei carabinieri e l’analisi delle immagini della videosorveglianza a poter fornire ulteriori elementi sulla dinamica del furto e sull’identità di chi ha smontato e portato via la copertura.

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