
Il rientro in campo può attendere ancora. Per Jannik Sinner il problema al ginocchio destro non è stato completamente superato e il numero uno del mondo ha scelto di non forzare i tempi. Dopo una lunga pausa dalle competizioni, l’obiettivo resta quello di tornare quando le condizioni fisiche saranno sufficienti per affrontare un torneo senza correre rischi.
La decisione arriva dopo giorni nei quali il tennista aveva ripreso ad allenarsi a Monaco, cercando di verificare le risposte dell’articolazione. Il lavoro sul campo, però, non ha ancora restituito le garanzie necessarie per tornare a giocare una partita ufficiale. Per questo motivo Sinner ha rinunciato anche al torneo di Pechino, aggiungendo un altro appuntamento alla lista delle competizioni già saltate.
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Sinner rinuncia anche a Pechino
L’ultima partita disputata da Jannik Sinner risale al 12 luglio, giorno della finale di Wimbledon. Da allora il problema al ginocchio destro ha condizionato il programma del numero uno del mondo, costringendolo a rinunciare a diversi tornei.
Prima di Pechino erano infatti arrivati i forfait da Montreal, Cincinnati e dagli US Open. L’assenza dal torneo cinese prolunga quindi ulteriormente il periodo lontano dalle competizioni, mentre prosegue il lavoro necessario per recuperare completamente dall’infortunio.
La scelta è stata spiegata dallo stesso Sinner con parole che lasciano pochi margini di interpretazione: “Il mio ginocchio non è ancora nelle condizioni in cui vorrei che fosse e non sono ancora pronto per competere”.
Il messaggio del tennista chiarisce soprattutto un aspetto: al momento non esiste una data certa per il ritorno alle partite. La priorità resta il recupero dell’articolazione e la possibilità di allenarsi e competere senza che il dolore o le limitazioni al ginocchio possano condizionare la prestazione.

Il possibile problema alla bandelletta ileo-tibiale
Nel frattempo, tra le ipotesi avanzate per spiegare il problema al ginocchio di Sinner c’è anche quella della sindrome della bandelletta ileo-tibiale, una condizione conosciuta nello sport anche come “ginocchio del corridore”.
A spiegare le caratteristiche di questa patologia è stato il medico-fisiatra Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa (Simfer).
L’ipotesi riguarda una struttura anatomica che corre lungo la parte esterna della coscia e arriva fino alla zona del ginocchio. Quando viene sottoposta a sollecitazioni ripetute, può provocare dolore e rendere difficoltose alcune attività sportive. Nel caso di un tennista professionista, la necessità di effettuare continui spostamenti, cambi di direzione e appoggi può rendere particolarmente importante la completa risoluzione del problema prima del ritorno alle gare.
La possibile sindrome della bandelletta ileo-tibiale è stata quindi inserita nel dibattito sulle condizioni fisiche del numero uno del mondo. Il quadro, tuttavia, deve essere distinto dalle decisioni sportive già comunicate dallo stesso Sinner: il giocatore ha parlato di un ginocchio non ancora nelle condizioni desiderate, senza indicare pubblicamente una diagnosi precisa come causa del suo forfait.

Il possibile rientro a Shanghai
Dopo Pechino, uno dei prossimi appuntamenti indicati nel calendario è il Masters 1000 di Shanghai, in programma dal 6 al 18 ottobre.
La partecipazione di Sinner dipenderà però dalle condizioni del ginocchio e dall’evoluzione del recupero. Al momento, quindi, non è stata indicata una certezza sul suo ritorno in campo.
Il lungo stop iniziato dopo la finale di Wimbledon continua così a caratterizzare la stagione del numero uno del mondo. Gli allenamenti ripresi a Monaco rappresentano un passaggio importante del percorso, ma le risposte dell’articolazione non sono ancora state sufficienti per consentire il ritorno alle competizioni.
La rinuncia a Pechino conferma dunque la scelta di procedere senza accelerare i tempi. Per Sinner la priorità rimane quella indicata nelle sue stesse parole: tornare quando il ginocchio destro sarà nuovamente nelle condizioni necessarie per affrontare una competizione.


