
È avvenuto nel cuore della notte l’assalto a un bancomat che ha fruttato ai malviventi un bottino superiore ai 50mila euro. Un’azione studiata per colpire direttamente il dispositivo che custodiva il denaro e portata a termine utilizzando dell’esplosivo. L’obiettivo era chiaro: riuscire ad aprire l’apparecchiatura e impossessarsi dei contanti prima di allontanarsi.
A essere presa di mira è stata una filiale bancaria e, dopo il colpo, sul posto sono scattati gli interventi necessari per mettere in sicurezza l’area e avviare gli accertamenti. Le indagini sono ora affidate ai carabinieri, chiamati a ricostruire la dinamica dell’assalto e a individuare i responsabili.
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L’assalto nella notte
Il furto è avvenuto a Venosa, in provincia di Potenza, ai danni della filiale BdM, l’istituto precedentemente noto come Popolare di Bari. I malviventi hanno utilizzato la tecnica comunemente chiamata “marmotta”, un ordigno artigianale che viene inserito all’interno dell’apparecchiatura bancomat con l’obiettivo di provocarne l’esplosione.
Secondo una prima ricostruzione, sarebbero stati due gli ordigni esplosi durante l’azione. Le deflagrazioni sarebbero servite a danneggiare e scardinare la struttura dell’Atm, consentendo poi ai responsabili di accedere al denaro contenuto all’interno.
Il risultato dell’assalto è stato un bottino che, sulla base delle prime informazioni, supera i 50mila euro. Una volta recuperati i contanti, i malviventi si sono allontanati, mentre sono successivamente scattate le operazioni delle forze dell’ordine.

Le indagini dei carabinieri
Sul furto sono in corso le indagini dei carabinieri, che dovranno ora ricostruire con precisione le fasi dell’azione e raccogliere gli elementi utili all’identificazione degli autori.
L’utilizzo dell’esplosivo ha richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco, impegnati nelle attività necessarie dopo le detonazioni. Sul posto sono arrivati inoltre gli artificieri dell’Arma, chiamati a verificare la presenza di eventuali ulteriori pericoli e a procedere con le operazioni di messa in sicurezza.
Gli accertamenti dovranno consentire di stabilire con maggiore precisione la dinamica del colpo, a partire dalle modalità con cui gli ordigni sono stati utilizzati contro l’Atm.
Per il momento, il dato più significativo resta quello economico: il furto al bancomat di Venosa ha permesso ai responsabili di impossessarsi di oltre 50mila euro. L’attività investigativa prosegue per ricostruire l’accaduto e risalire agli autori dell’assalto.


