Vai al contenuto

“Accuse gravissime”. Terremoto nella politica italiana, la richiesta della Procura per i due big

Pubblicato: 12/10/2026 16:57

La Procura di Pavia ha chiesto cinque anni di reclusione per l’ex sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, per l’ex consigliera comunale Roberta Giacometti e per gli ex dirigenti di Asm Vigevano Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri. Le accuse contestate sono corruzione e falso ideologico. Per l’ex europarlamentare della Lega Angelo Ciocca e per l’imprenditore Alberto Righini, invece, la richiesta è di quattro anni di carcere per istigazione alla corruzione. Le richieste sono state formulate lunedì 12 ottobre davanti al Tribunale di Pavia, al termine della requisitoria della pubblica accusa. La sentenza è attesa per l’udienza dell’11 novembre.

Al centro del processo c’è una vicenda che avrebbe avuto origine nel novembre 2022, quando, secondo la ricostruzione degli inquirenti, sarebbe stato messo in atto un tentativo di far cadere la giunta di centrodestra guidata da Ceffa. L’ipotesi accusatoria è che Righini e Ciocca avrebbero cercato di convincere alcuni consiglieri comunali a dimettersi, facendo venir meno la maggioranza. Il sindaco, a sua volta, avrebbe cercato di consolidare il proprio sostegno attraverso una consulenza presso Asm Vigevano destinata a Giacometti. Le contestazioni dovranno essere valutate dal tribunale, che non si è ancora pronunciato sulle responsabilità degli imputati.

La «congiura di Sant’Andrea»: l’origine dell’inchiesta

L’indagine, ribattezzata «congiura di Sant’Andrea», è partita nel dicembre 2022 ed è stata coordinata dalla pm Chiara Giuiusa. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’imprenditore Righini, già presidente provinciale dell’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), avrebbe agito con l’aiuto dell’allora europarlamentare leghista Ciocca per provocare una crisi politica a Vigevano. L’obiettivo sarebbe stato quello di far cadere l’amministrazione comunale attraverso le dimissioni di un numero sufficiente di consiglieri.

Nel dettaglio, secondo l’accusa, sarebbe stata proposta una somma di 15mila euro a Emma Stepan, consigliera comunale, attraverso il suo convivente. Il denaro sarebbe servito a convincerla a dimettersi insieme ad altri dodici consiglieri, determinando così la caduta della giunta. Stepan, tuttavia, avrebbe rifiutato la proposta e segnalato l’accaduto allo stesso Ceffa. Da quella segnalazione sarebbero emersi elementi che hanno contribuito all’avvio dell’inchiesta giudiziaria.

Il secondo filone: la consulenza ad Asm Vigevano

L’altra parte dell’indagine riguarda direttamente l’ex sindaco. Per gli inquirenti, dopo il presunto tentativo di destabilizzare la giunta, Ceffa avrebbe cercato di blindare la propria maggioranza assicurandosi il sostegno di Roberta Giacometti, anche lei consigliera comunale. A questo scopo, secondo la ricostruzione accusatoria, le sarebbe stata procurata attraverso un prestanome una consulenza presso Asm Vigevano, società partecipata del Comune.

L’incarico avrebbe garantito alla consigliera un compenso di circa 6mila euro all’anno. Secondo la Procura, la consulenza sarebbe stata priva di una reale utilità e sarebbe servita, invece, a ottenere il sostegno politico necessario per mantenere in piedi l’amministrazione. È questa l’ipotesi alla base delle contestazioni di corruzione e falso ideologico rivolte a Ceffa, Giacometti e agli ex dirigenti della società. Anche su questo punto, la ricostruzione dovrà essere sottoposta alla valutazione del giudice.

Le richieste di condanna della Procura di Pavia

Nel corso dell’udienza di lunedì 12 ottobre, la pm Giuiusa ha formalizzato le richieste di pena per i sei imputati coinvolti nel processo. La Procura ha chiesto cinque anni di reclusione per Andrea Ceffa, Roberta Giacometti, Alessandro Gabbi e Matteo Ciceri, contestando loro i reati di corruzione e falso ideologico. Per Angelo Ciocca e Alberto Righini la richiesta è invece di quattro anni per istigazione alla corruzione.

Si tratta delle pene sollecitate dall’accusa al termine della propria ricostruzione dei fatti, non di condanne definitive. Dopo la requisitoria, la parola passa alle difese, chiamate a esporre le proprie argomentazioni e a contestare, eventualmente, gli elementi presentati dalla Procura. La decisione del tribunale arriverà soltanto al termine del procedimento.

Le posizioni degli altri coinvolti: un’abbreviata e un patteggiamento

Nell’ambito della stessa vicenda giudiziaria sono già arrivati altri due esiti processuali. Alice Andrighetti, compagna di Alberto Righini, è stata condannata a dodici mesi di reclusione con rito abbreviato. La pm aveva chiesto per lei una pena di due anni. Il rito abbreviato prevede che il giudizio si svolga sulla base degli atti, con una riduzione della pena prevista dalla legge in caso di condanna.

Diversa la posizione di Veronica Passarella, ex dirigente di Asm Vigevano, che ha invece patteggiato una pena di un anno e dieci mesi. Il patteggiamento è un accordo sulla pena tra accusa e difesa sottoposto al vaglio del giudice e non equivale a una sentenza emessa al termine di un dibattimento ordinario.

Sentenza attesa l’11 novembre

Il procedimento si avvicina ora a una fase decisiva. Dopo le richieste della Procura, saranno le difese a esporre le proprie ragioni prima che il tribunale arrivi alla decisione. L’udienza dell’11 novembre rappresenta quindi un passaggio cruciale per chiarire gli esiti processuali della vicenda che ha investito l’ex amministrazione comunale di Vigevano e alcuni esponenti del mondo politico e imprenditoriale locale.

La cosiddetta «congiura di Sant’Andrea» ruota attorno a due presunti tentativi di condizionare gli equilibri politici cittadini: da un lato, l’ipotizzata offerta di denaro per provocare le dimissioni dei consiglieri; dall’altro, la presunta consulenza destinata a garantire il sostegno alla giunta. Le richieste di condanna segnano la posizione della Procura, ma spetterà al tribunale stabilire le eventuali responsabilità penali degli imputati, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a una condanna definitiva.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure