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Ora legale permanente in Italia, verso l’addio al cambio dell’ora: la proposta arriva alla Camera

Pubblicato: 15/10/2026 12:16

L’Italia potrebbe dire addio al cambio dell’ora e mantenere quella legale per tutti i dodici mesi dell’anno. Una possibilità di cui si discute da tempo, ma che torna ora al centro del dibattito politico con un nuovo passaggio parlamentare. Giovedì 15 ottobre 2026, alla Camera dei deputati, è prevista la presentazione dei risultati dell’indagine conoscitiva sull’ora legale permanente condotta dalla Commissione Attività produttive. L’obiettivo è valutare gli effetti di un orario stabile su consumi energetici, salute, lavoro ed economia. A sostenere la proposta ci sono associazioni dei consumatori e rappresentanti di diverse categorie, mentre una petizione ha già raccolto quasi 360mila firme. Per il momento, però, non cambia nulla: nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026 tornerà regolarmente l’ora solare, con le lancette spostate indietro di un’ora.

Ora legale permanente, cosa succede alla Camera il 15 ottobre

Il tema dell’abolizione del cambio stagionale dell’ora torna all’attenzione del Parlamento italiano.

Al centro della discussione c’è l’ipotesi di mantenere l’ora legale anche durante i mesi autunnali e invernali, eliminando il tradizionale passaggio all’ora solare che avviene ogni ottobre.

Il 15 ottobre è prevista la presentazione dei risultati dell’indagine conoscitiva della Commissione Attività produttive della Camera, dedicata proprio alla possibilità di adottare un orario stabile durante tutto l’anno.

L’obiettivo è approfondire le conseguenze economiche, sociali, sanitarie ed energetiche di un’eventuale modifica, tenendo conto anche del quadro normativo europeo.

Non si tratta ancora dell’approvazione di una legge né di una decisione definitiva sull’abolizione del cambio dell’ora. È un passaggio di approfondimento che potrebbe contribuire a rilanciare il confronto politico su una questione rimasta irrisolta per anni.

Perché si vuole abolire il cambio dell’ora: i vantaggi dell’ora legale tutto l’anno

La proposta di mantenere l’ora legale permanente nasce soprattutto dalla volontà di sfruttare maggiormente la luce naturale nelle ore pomeridiane.

Attualmente, con il ritorno dell’ora solare in ottobre, le lancette vengono spostate indietro di sessanta minuti. Di conseguenza, il sole tramonta un’ora prima secondo l’orologio.

Con l’ora legale permanente, invece, in inverno si avrebbe un’ora di luce in più nel tardo pomeriggio rispetto all’attuale ora solare.

Tra i possibili benefici indicati dai sostenitori della proposta ci sono:

  • Risparmio energetico: una maggiore disponibilità di luce naturale nel pomeriggio potrebbe ridurre il ricorso all’illuminazione artificiale in determinate fasce orarie.
  • Commercio e attività economiche: pomeriggi più luminosi potrebbero favorire negozi, servizi e attività all’aperto.
  • Tempo libero: chi termina di lavorare nel pomeriggio avrebbe più luce a disposizione per passeggiate, sport e altre attività.
  • Eliminazione del cambio semestrale: non sarebbe più necessario modificare gli orologi due volte all’anno, evitando i temporanei disagi legati all’adattamento dei ritmi quotidiani.

Si tratta, tuttavia, di benefici potenziali, la cui entità deve essere valutata considerando anche le conseguenze negative di un orario permanente.

Il problema delle mattine buie: cosa succederebbe in inverno

L’ora legale permanente presenta anche alcuni aspetti controversi.

Il principale riguarda il fatto che durante l’inverno il sole sorgerebbe un’ora più tardi rispetto all’attuale ora solare.

Questo significherebbe avere pomeriggi più luminosi, ma anche mattine più buie.

Le conseguenze sarebbero particolarmente evidenti per chi deve uscire presto di casa per andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola.

La luce naturale del mattino, inoltre, svolge un ruolo importante nella regolazione del ritmo circadiano, cioè il meccanismo biologico che contribuisce a determinare i cicli di sonno e veglia.

Per questo motivo, gli effetti sulla salute di un’eventuale ora legale permanente sono oggetto di confronto scientifico. Eliminare il cambio semestrale potrebbe ridurre i disturbi temporanei legati allo spostamento delle lancette, ma mantenere stabilmente l’ora legale non equivale necessariamente a ottenere benefici per il sonno.

La petizione con quasi 360mila firme per mantenere l’ora legale

A sostenere l’abolizione del cambio stagionale ci sono anche associazioni dei consumatori e rappresentanti del mondo produttivo.

In particolare, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e Consumerismo No Profit hanno promosso una petizione per chiedere l’introduzione dell’ora legale permanente.

L’iniziativa ha raccolto quasi 360mila firme, segnalando un interesse significativo per la proposta.

I promotori ritengono che mantenere l’ora legale durante tutto l’anno potrebbe produrre vantaggi economici ed energetici, oltre a eliminare i disagi connessi al cambio delle lancette.

La raccolta firme, tuttavia, non comporta automaticamente una modifica della normativa. Per arrivare a un cambiamento effettivo servirebbe una decisione legislativa, da coordinare con le regole dell’Unione europea.

Cosa ha deciso l’Europa sull’abolizione del cambio dell’ora

Il dibattito sull’ora legale permanente non riguarda soltanto l’Italia.

L’Unione europea ha avviato una discussione sull’abolizione del cambio stagionale già nel 2018.

Nel 2019 il Parlamento europeo si è espresso a favore della fine del passaggio semestrale tra ora legale e ora solare.

La proposta prevedeva di lasciare agli Stati membri la scelta dell’orario da adottare stabilmente, evitando però che decisioni non coordinate potessero creare problemi ai trasporti, agli scambi commerciali e alle attività transfrontaliere.

Il percorso legislativo europeo, tuttavia, non si è concluso.

Gli Stati membri non hanno raggiunto un accordo definitivo e, di conseguenza, il sistema attuale è rimasto in vigore.

La discussione avviata in Italia potrebbe contribuire a riportare il tema all’attenzione delle istituzioni europee, ma non esiste ancora una data ufficiale per l’abolizione del cambio dell’ora.

Quando cambia l’ora a ottobre 2026: lancette indietro dalle 3 alle 2

Domenica 25 ottobre 2026

ORA LEGALE

03:00

ORA SOLARE

02:00

Si dorme un’ora in più

Nonostante la ripresa del dibattito parlamentare, il prossimo cambio dell’ora resta confermato.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, alle 3 del mattino, le lancette dovranno essere riportate indietro alle 2.

Con il ritorno dell’ora solare si dormirà un’ora in più, ma il tramonto arriverà un’ora prima secondo l’orologio.

Smartphone, computer e altri dispositivi con aggiornamento automatico dell’ora effettueranno generalmente il passaggio senza bisogno di interventi manuali. Sarà invece necessario regolare gli orologi tradizionali e gli apparecchi che non prevedono l’aggiornamento automatico.

L’ora solare resterà in vigore fino a domenica 28 marzo 2027, quando, secondo il calendario attuale, tornerà l’ora legale.

Quando potrebbe essere abolito definitivamente il cambio dell’ora?

La risposta, per il momento, è che non c’è ancora una data.

La presentazione dei risultati dell’indagine conoscitiva alla Camera rappresenta un nuovo passaggio nel confronto sull’ora legale permanente, ma non determina un cambiamento immediato.

Per arrivare all’abolizione del cambio stagionale sarà necessario superare lo stallo europeo e definire le modalità con cui gli Stati potranno scegliere l’orario da mantenere durante tutto l’anno.

Nel frattempo, gli italiani continueranno a spostare le lancette due volte all’anno.

La novità è che la possibilità di rinunciare definitivamente a questa abitudine è tornata nell’agenda parlamentare. E il confronto dovrà stabilire se i vantaggi di pomeriggi più luminosi possano compensare gli effetti delle mattine invernali più buie.

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Ultimo Aggiornamento: 15/10/2026 12:18

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