
Quando i sogni di un futuro luminoso alle porte si infrangono brutalmente contro la cruda e inaccettabile realtà di una tragedia inattesa, l’angoscia travolge un’intera cittadina rimasta improvvisamente senza parole. Tra le ambizioni di un percorso universitario ormai giunto al traguardo e il rigore di un impiego temporaneo svolto con dedizione, un drammatico evento ha spezzato una giovanissima esistenza nel pieno degli anni. L’allarme immediato, il vano intervento delle squadre di emergenza e l’apertura di un fascicolo giudiziario segnano l’inizio di una dolorosa vicenda che riaccende il dibattito sulla tutela della sicurezza nei luoghi di produzione.
Una terribile tragedia sul lavoro ha scosso il territorio di Scerni, in provincia di Chieti, dove ha perso la vita Andrea Di Risio, un ragazzo di soli 21 anni che avrebbe compiuto il suo ventiduesimo compleanno il mese prossimo. Il giovane lavorava come addetto stagionale durante l’intensa campagna della vendemmia all’interno della cantina sociale San Panfilo. Il ragazzo era a un passo dal conseguimento della laurea triennale in Scienze motorie, un traguardo personale ormai vicinissimo spazzato via dal drammatico incidente di questa mattina.
Il dramma si è consumato mentre l’operaio era intento a svolgere interventi di pulizia su alcune vasche del vino situate in un’area sopraelevata dello stabilimento. Per chiarire la dinamica esatta del sinistro, la Procura della Repubblica di Vasto ha aperto un’inchiesta coordinando gli accertamenti dei Carabinieri, i quali stanno interrogando i colleghi presenti. La magistratura ha inoltre disposto l’autopsia sul corpo del ventunenne: secondo le primissime ricostruzioni ancora al vaglio, il giovane avrebbe perso l’equilibrio cadendo dall’alto per poi essere travolto da un’elica.
Il cordoglio delle istituzioni e il dolore della comunità
Sull’accaduto è intervenuto il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, facendosi portavoce dello sgomento generale: «Oggi la nostra comunità si risveglia colpita da un dolore immenso, straziante e inaccettabile. La tragica e prematura scomparsa di Andrea, un ragazzo di soli 21 anni con tutta la vita davanti, ci lascia attoniti e senza parole. Non esistono termini adeguati per lenire la sofferenza dei genitori, Massimo e Alessandra, a cui è stato strappato un figlio nel fiore degli anni. In questo momento di sconforto assoluto, l’intera cittadinanza di Scerni si stringe in un abbraccio ideale, caloroso e commosso alla sua famiglia e a tutti i suoi amici». Il primo cittadino ha poi espresso vicinanza alla «governance e a tutti i lavoratori della cantina di San Panfilo, consapevoli che questo dramma sconvolge profondamente Anche l’azienda e la sua realtà produttiva».
Forte anche la presa di posizione di Francesco Menna, presidente della Provincia di Chieti: «Questa ennesima tragedia sul lavoro richiama tutti, istituzioni, imprese e parti sociali, alla responsabilità di rafforzare ogni azione necessaria a garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. La tutela della vita e della dignità dei lavoratori deve essere una priorità assoluta e irrinunciabile. Non possiamo rassegnarci a perdere vite umane mentre si lavora». A esprimere partecipe cordoglio è stato infine il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio: «La morte del giovane studente universitario avvenuta questa mattina in una cantina sociale di Scerni, è una tragedia che colpisce profondamente l’intera comunità abruzzese. Un ragazzo prossimo alla laurea, con una vita davanti, i suoi progetti e le sue speranze: la sua scomparsa lascia un dolore immenso e un vuoto impossibile da colmare. A nome mio e della Giunta regionale esprimo il più sentito cordoglio alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli volevano bene. A loro va il nostro abbraccio e la nostra vicinanza in queste ore così difficili», ribadendo che «la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori deve essere una priorità irrinunciabile, in ogni luogo e per ogni attività. Nessuno dovrebbe perdere la vita mentre lavora».


