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“Vuoto incolmabile”. Giuliano Sangiorgi stravolto dal dolore, il terribile annuncio

Pubblicato: 22/10/2026 10:04

Il mondo dello spettacolo piange una figura conosciuta e stimata, una presenza discreta ma fondamentale dietro le quinte, capace di costruire negli anni legami profondi con artisti, musicisti e professionisti. Una scomparsa improvvisa che ha lasciato sgomenti quanti avevano condiviso con lui palchi, concerti, trasferte e momenti lontani dai riflettori. Il dolore è particolarmente forte tra gli artisti che lo consideravano molto più di un collaboratore: una persona di famiglia, un amico fidato e un compagno di viaggio che aveva accompagnato da vicino alcune delle pagine più importanti della loro carriera.

A rendere ancora più doloroso l’addio è il ricordo commosso di chi, negli anni, gli era rimasto accanto, condividendo successi, sacrifici e momenti di vita quotidiana. Anche il frontman di una delle band italiane più amate ha scelto di affidare ai social un messaggio silenzioso ma carico di significato, pubblicando una fotografia che racconta un legame autentico. Nessuna lunga dichiarazione, soltanto un’immagine capace di restituire l’affetto e la confidenza costruiti nel tempo. Un annuncio straziante, arrivato mentre la musica celebrava un momento di festa, che ha trasformato la gioia in incredulità e dolore.

A perdere la vita è stato Antonio Boccuni, morto a 57 anni a causa di un infarto. Tarantino di nascita e genovese d’adozione, era la storica guardia del corpo di Giuliano Sangiorgi e una figura imprescindibile per i Negramaro, al fianco dei quali era presente fin dagli inizi del percorso della band salentina. Per il gruppo non era soltanto un professionista incaricato della sicurezza, ma una persona profondamente legata alla sua storia. I Negramaro lo hanno salutato con parole che restituiscono la misura del vuoto lasciato: «Dopo tutti questi anni insieme il vuoto che lasci è incolmabile. Grazie per essere stato parte di noi».

Sangiorgi, invece, ha scelto di non accompagnare la notizia con un commento scritto, condividendo una fotografia in cui il cantante appare sulle spalle di Boccuni, in un momento di leggerezza e complicità. Uno scatto che racconta più di tante parole il rapporto costruito negli anni. La scomparsa è arrivata in una fase particolarmente felice per i Negramaro, reduci dall’attenzione suscitata dal concerto all’Arena di Verona, trasmesso su Rai 2 martedì 20 ottobre. Un momento di celebrazione musicale che si è intrecciato con il dolore per la perdita di una presenza familiare, rimasta accanto alla band lungo tutto il suo cammino.

La storia personale di Boccuni era cominciata a Taranto, la città in cui era nato e dove aveva trascorso i primi anni della sua vita. Quando aveva 22 anni, la famiglia si trasferì a Genova in seguito alle difficoltà economiche che avevano colpito il padre, titolare di alcuni supermercati. Era un periodo complicato anche per il territorio tarantino e il trasferimento rappresentò l’inizio di una nuova fase. In Liguria, Antonio e il fratello cominciarono a lavorare nella sicurezza delle discoteche della zona, costruendo progressivamente un’attività che, con il passare degli anni, si sarebbe consolidata fino alla fondazione di una società propria.

Dal lavoro nei locali notturni, Boccuni e il fratello ampliarono gradualmente il proprio raggio d’azione, arrivando a occuparsi della sicurezza di personalità del mondo dello spettacolo. Nel corso della carriera ebbe modo di lavorare anche con nomi internazionali e italiani come Brad Pitt, Robert De Niro, Elisabetta Canalis, Silvio Muccino e Bob Sinclar. Un percorso professionale costruito con esperienza e affidabilità, che gli permise di diventare un punto di riferimento per artisti e organizzatori. La sua reputazione, tuttavia, non dipendeva soltanto dai personaggi incontrati o dagli incarichi svolti, ma anche dal modo in cui sapeva rapportarsi alle persone: gentile, attento e capace di gestire le situazioni con discrezione.

Tra i ricordi più intensi c’è quello di Andro, componente dei Negramaro, che ha affidato ai social parole cariche di dolore. «La vita può essere tremendamente ingiusta, e lo sappiamo da millenni, non ci pensi mai che questi legami potrebbero spezzarsi da un momento all’altro», ha scritto, lasciando emergere tutta l’incredulità per una perdita arrivata senza preavviso. Poi il saluto, amaro e diretto, rivolto all’amico: «Ci hai fottuto Antonio, a ‘sto giro ci hai proprio fottuto». Parole che raccontano il senso di smarrimento di chi si ritrova improvvisamente a fare i conti con l’assenza di una persona considerata parte della propria vita.

Il cordoglio ha coinvolto anche numerosi altri protagonisti della musica italiana. Gigi D’Alessio ha scritto: «Antò, ti ho voluto tanto bene», mentre Emma ha espresso tutta la propria incredulità con poche parole: «Ma non è possibile». Messaggi di vicinanza sono arrivati anche da Jovanotti, Alessandra Amoroso, Nek, Giorgia e Levante, insieme a quelli di tanti altri artisti e professionisti dello spettacolo. Una partecipazione ampia, che testimonia quanto Boccuni fosse conosciuto e apprezzato anche al di fuori della cerchia più stretta dei Negramaro.

La sua scomparsa lascia così un vuoto che va oltre il lavoro svolto per la sicurezza degli artisti. Antonio Boccuni era una presenza costante, una persona sulla quale contare e con cui condividere non soltanto gli impegni professionali, ma anche momenti di amicizia e quotidianità. Il ricordo che emerge dalle parole dei colleghi è quello di un uomo capace di costruire rapporti autentici, mantenendo un profilo discreto pur lavorando in un ambiente spesso esposto alla ribalta. Per i Negramaro se ne va una parte della propria storia; per il mondo dello spettacolo, un professionista stimato e un amico che ha lasciato un segno profondo.

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