
«Quando mi sono accorto che mio padre era steso a terra ho immediatamente chiamato i soccorsi, ma non c’era più nulla da fare». Sono le parole strazianti di Andrea Fasolo, 35 anni, che martedì pomeriggio ha accidentalmente investito e ucciso il padre Alessandro, 69 anni, mentre era alla guida di un trattore nel terreno di famiglia a Bronzola, in provincia di Padova. Una tragedia avvenuta durante un normale lavoro di semina, a pochi passi dall’abitazione. Il giovane, ancora sconvolto, ha ricostruito gli ultimi istanti prima dell’incidente, raccontando come il padre si sia trovato improvvisamente dietro al mezzo agricolo, in un punto non visibile dalla cabina.
La tragedia nel campo: «Papà mi aveva chiesto di tornare indietro»
L’incidente è avvenuto intorno alle 16 di martedì, in un terreno agricolo di proprietà della famiglia Fasolo, in via Olmo a Bronzola.
Andrea era impegnato nella semina e aveva praticamente terminato il lavoro quando il padre gli ha chiesto di ripassare in un punto del campo.
«Stavo seminando nel mio campo e avevo finito il lavoro quando, ad un certo punto, papà mi ha chiesto di tornare indietro per ultimare il lavoro», ha raccontato il 35enne.
Il figlio ha quindi raggiunto con il trattore la zona indicata dal padre, nei pressi del ricovero degli attrezzi e di un albero vicino alla casa.
È stato proprio durante quella manovra che si è verificato l’incidente mortale.
«Facevo retromarcia, mio padre era dietro al trattore»
Andrea ha spiegato di essersi messo in retromarcia per completare la semina, senza accorgersi che il padre si trovava dietro al mezzo.
«Mentre stavo guidando il trattore, in retromarcia, papà si era messo dietro alla macchina in movimento in un punto dove non c’era visibilità», ha ricordato.
Pochi istanti dopo, il 35enne si è accorto che qualcosa non andava.
«Ad un certo momento non l’ho più visto. Pochi istanti dopo mi sono accorto che era a terra».
Andrea ha immediatamente chiesto aiuto, ma per il padre non c’è stato nulla da fare.
Il giovane fatica ancora a trovare una spiegazione a quanto accaduto.
«Una tragica fatalità. Lo so che episodi del genere capitano sempre e ovunque ma sono veramente sconvolto e non riesco a darmi pace», ha confessato.
«Gli dicevo sempre di stare attento, a volte mi arrabbiavo con lui»
Nelle parole del figlio emerge anche il dolore per le tante raccomandazioni che aveva rivolto al padre negli anni.
Alessandro era abituato a lavorare nei campi e a utilizzare i mezzi agricoli. Proprio quella familiarità, secondo Andrea, poteva portarlo a sottovalutare alcuni rischi.
«Io l’ho sempre sostenuto che bisogna avere mille accortezze ma ancora non basta», ha spiegato.
Il 35enne ha ricordato che spesso richiamava il padre alla prudenza.
«Lo dicevo spesso a mio papà e spesso mi arrabbiavo anche con lui. Era una vita che faceva questo lavoro ed aveva quella sicurezza nel muoversi che purtroppo può essere, come in questo caso, molto pericolosa».
Parole pronunciate ancora sotto choc, mentre il giovane cerca di elaborare la perdita del padre in circostanze così drammatiche.
Chi era Alessandro Fasolo, morto a 69 anni
Alessandro Fasolo aveva compiuto 69 anni da poche settimane. Era in pensione da circa dieci anni, dopo aver lavorato per 41 anni come operaio alla Carraro, azienda situata a poca distanza dall’abitazione di famiglia.
Nonostante il pensionamento, aveva continuato a mantenersi attivo, dedicandosi ai lavori domestici e alla cura dei terreni.
«Papà era una persona testarda, iperattivo ed era il classico pensionato che non sapeva stare fermo», ha raccontato Andrea.
Alessandro si occupava del giardino, dell’orto e dei campi. Era anche una persona conosciuta nella comunità locale, dove in passato aveva partecipato come volontario all’organizzazione di sagre e feste.
Il figlio lo ricorda come un uomo allegro, sempre pronto a scherzare.
«Aveva un carattere solare, allegro ed aveva la battuta sempre pronta per sdrammatizzare i momenti anche difficili».
Negli ultimi anni, a causa di alcuni problemi legati all’età, aveva ridotto gli impegni sociali per dedicare più tempo alla famiglia.
Il dolore della moglie Maristella: «Ora chi mi aiuterà?»
Alessandro lascia la moglie Maristella e i due figli, Andrea e Alessia.
La donna, distrutta dal dolore, ha raccontato quanto il marito fosse importante nella sua vita quotidiana, anche per l’aiuto che le offriva in casa.
«Io ho i miei problemi e il Signore non doveva togliermi Alessandro, non doveva farmi una cosa del genere», ha detto tra le lacrime.
Poi la domanda, pronunciata nella disperazione per una perdita improvvisa: «Mio marito mi dava una mano dentro casa. Ed ora chi mi aiuterà?».
Un dolore che si aggiunge allo sconvolgimento del figlio Andrea, protagonista involontario dell’incidente nel quale ha perso la vita il padre.
Accertamenti sulla dinamica, funerale ancora da fissare
La dinamica dell’incidente è ancora oggetto di verifiche da parte dell’autorità giudiziaria.
Gli accertamenti dovranno ricostruire con precisione la manovra effettuata dal trattore e le circostanze in cui Alessandro Fasolo si è trovato dietro al mezzo.
La data del funerale non è stata ancora fissata, proprio perché il magistrato sta completando le verifiche sull’incidente mortale.
Intanto, a Bronzola, la famiglia Fasolo si trova ad affrontare una perdita improvvisa e dolorosissima.
Rimangono le parole di Andrea, che riassumono il peso di quanto accaduto: «Sono veramente sconvolto e non riesco a darmi pace».


