
Quando le arterie stradali di periferia si trasformano improvvisamente nel teatro di un imprevisto devastante, il destino di una comunità può venire stravolto nel giro di pochissimi istanti. Tra il balenare accecante delle sirene, il blocco immediato della circolazione e la corsa disperata dei sanitari verso il nosocomio capitolino, un drammatico impatto ha spezzato la quiete della sera lasciando dietro di sé una scia di profondo sconcerto. Un evento tragico che ha mobilitato le forze dell’ordine e riempito di dolore i cuori di quanti conoscevano bene la vittima, alimentando ore di profonda apprensione fino al sopraggiungere della notizia più terribile.
La tragedia si è consumata intorno alle 21:30 lungo la via Provinciale a Capena, centro in provincia di Roma. Un impatto violentissimo che è risultato fatale per Franco Corradini, un uomo di 82 anni deceduto durante la notte presso il Policlinico Gemelli di Roma, dove era stato trasferito d’urgenza a causa della gravità estrema delle lesioni riportate.
Stando alla prima ricostruzione della dinamica, l’anziano si trovava al volante della sua Fiat Panda quando, per motivi ancora in corso d’accertamento, avrebbe improvvisamente invaso la corsia di marcia opposta andandosi a schiantare frontalmente contro un autobus di linea della società Cotral. Nel drammatico impatto è rimasto ferito anche l’autista del mezzo pubblico, trasportato in codice rosso e tuttora ricoverato all’ospedale Sant’Andrea.
L’ipotesi del malore e il cordoglio di un paese sotto shock
Sulla scena del sinistro sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della stazione di Monterotondo, i quali hanno eseguito i rilievi di rito e avviato le indagini per fare piena luce sull’accaduto. Gli investigatori non escludono alcuna pista:tra le ipotesi al vaglio figurano quella di un malore improvviso accusato dal conducente prima dello sbarco sulla corsia opposta o un tragico colpo di sonno.
La scomparsa di Franco Corradini, figura amatissima e nota a tutti per la sua straordinaria bontà d’animo, ha suscitato un’ondata di profonda commozione a Capena. L’uomo era già sopravvissuto miracolosamente a un precedente e assurdo incidente in campagna, ma questa volta lo scontro non gli ha lasciato scampo.
Tra i tantissimi messaggi dedicati alla memoria dell’ottantaduenne e rivolti con affetto alla sua famiglia – alla moglie Annamaria, ai figli Tiziana ed Alessandro e agli adorati nipoti – spiccano le parole colme di dolore condivise da un caro amico sui social network: «A Franco. Quando ieri sera ho visto la strada sbarrata, poi il suono di un ambulanza, ho preso il telefono ed iniziato a chiamare a casa per avere notizie. Ero sicuro che fosse coinvolto uno di “casa”, perché Franco Corradini questo era diventato nei due, tre anni, nei quali ci siamo frequentati, per il vino».
Il ricordo prosegue rievocando l’autenticità del loro legame: «Ci siamo subito affezionati, l’uno con l’altro, chiedevo di lui, mandavo i saluti. Uno, come lui, che si era già salvato da un assurdo incidente in campagna, non ne se poteva andare così. Invece, ieri sera, non ne ha superato un altro. Io di Franco, posso tranquillamente dire una cosa, che tra tutti gli uomini buoni, che conosco qui a Capena, era il buono di cuore , di spirito, di animo. I 10 minuti che servivano a prendere il tuo vino, diventavano spesso qualche ora.Tante le cose che mi hai raccontato, ma tante Frá dal “vicoletto” dove vicino a mamma, al resto del resto di tutto. Per me venire da te era una gioia. Perché, in fondo so che mi aspettavi. Solo due, tre anni Franco, ma che per me hanno valso una vita. Un abbraccio forte ad Annamaria, Tiziana ed Alessandro, ed i nipoti che adoravi. Questo era solo per raccontare che in un paese come il nostro, ci si può incontrare e diventare amici a qualsiasi età».


