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Sigarette, arriva il vaccino contro la dipendenza. Bassetti sciocca tutti: “Non è possibile…”

Pubblicato: 02/11/2026 10:35

Quando le frontiere della medicina molecolare incontrano la necessità stringente di debellare abitudini dannose e radicate nella popolazione, la comunità scientifica internazionale accende i riflettori su soluzioni rivoluzionarie capaci di stravolgere la lotta alle patologie da dipendenza. Tra l’entusiasmo per le risposte immunitarie registrate nelle prime fasi di laboratorio, i dubbi degli esperti sui tempi effettivi di applicazione sull’uomo e la necessità parallela di adottare politiche fiscali d’urto per disincentivare i consumi, il dibattito sulla salute pubblica si infiamma. Un nuovo approccio terapeutico che promette di schermare l’organismo ma che richiede ancora cautela e strategie complementari.

Un’innovativa soluzione biologica per contrastare il tabagismo muove i suoi primi, promettenti passi nei laboratori brasiliani: uno vaccino sperimentale contro la dipendenza dalla nicotina ha indotto la produzione di anticorpi nel 100% dei ratti immunizzati durante i test iniziali. I risultati preliminari sono stati resi noti dai laboratori Cristália, che lavorano al progetto in stretta cooperazione con i ricercatori dell’Università Federale di San Paolo (Unifesp) e dell’Università Federale di Rio de Janeiro (UFRJ). La fase di sperimentazione clinica sull’uomo non è ancora iniziata e gli studiosi stimano di poterla avviare entro circa due anni. L’obiettivo del siero è stimolare il sistema immunitario a generare anticorpi capaci di legarsi alla sostanza nel flusso sanguigno, bloccandone l’accesso al cervello ed evitando così l’attivazione del circuito neurologico della ricompensa.

Mentre nei test sui roditori la schema prevedeva tre dosi a cadenza mensile, sull’efficacia e i tempi di questa svolta è intervenuto l’infettivologo Matteo Bassetti, precisando come nell’eventuale protocollo clinico si ipotizzino due dosi, pur frenando i facili entusiasmi sul breve periodo.

Le perplessità cliniche di Bassetti e la proposta del pacchetto a 15 euro

L’esperto invita a mantenere il massimo equilibrio sulla reale tempistica di arrivo della profilassi in Italia: «se ne sa ancora poco e non è possibile indicarne le controindicazioni», rimarcando come lo sviluppo si trovi in uno stadio embrionale che richiederà anni prima di un utilizzo di massa. Per l’infettivologo, strumenti come farmaci o cerotti restano dei «diversivi» rispetto alla reale forza di volontà individuale e alla consapevolezza dei danni mortali del tabacco.

In attesa dei riscontri scientifici, Bassetti sollecita un drastico intervento economico e fiscale da parte dello Stato: «Il prezzo delle sigarette dovrebbe essere a €15 a pacchetto se si vuole veramente fare una politica per far sì che smetta anche chi resiste, e sono tantissimi, soprattutto tra i giovani. Il prezzo sarebbe il modo, probabilmente, per disincentivare moltissimi dal fumare. Quindi più del doppio di quanto costano oggi». L’infettivologo propone infine una vera e propria «tassa per la salute» integrata nel costo di vendita, destinata a coprire preventivamente le spese sanitarie per il trattamento di patologie gravi come bronchite cronica, infarto, ictus, ipercolesterolemia, tumore del polmone e tumore della laringe, accompagnata da campagne informative martellanti e quotidiane.

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Ultimo Aggiornamento: 02/11/2026 10:37

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