
Quando la comunità si ritrova unita in un doloroso silenzio di fronte al compiersi di un destino ineluttabile, l’eco del cordoglio valica istantaneamente ogni confine di quartiere per trasformarsi nel tributo collettivo verso una vita interamente spesa al servizio degli altri. Tra il ricordo commosso delle tantissime persone che ne hanno incrociato il cammino, la testimonianza indelebile di un impegno profuso senza mai chiedere nulla in cambio e il profondo senso di smarrimento che avvolge amici e familiari, la cronaca si trova a celebrare un’eredità morale di straordinario valore umano.Una figura di riferimento indimenticabile, il cui esempio continuerà a vivere nel cuore della sua gente.
Un velo di profonda commozione è sceso sul territorio con la scomparsa di Maria Grazia Guarise, storica e amatissima insegnante della scuola primaria “Francesco Scardona” di Costa di Rovigo, morta all’età di 59 anni. Da dieci mesi la donna combatteva con tenacia incrollabile contro un male aggressivo, affrontato con straordinario coraggio e sostenuto da una profonda fede religiosa che ha sempre rappresentato la bussola fondamentale di tutta la sua esistenza. La notizia del decesso ha suscitato un’ondata di sincera partecipazione emotiva nell’intero paese, dove la maestra viveva con i propri cari e dove era conosciuta da tutti per la sua straordinaria vocazione didattica.
Originaria di Fratta Polesine, la docente aveva trasformato la propria professione in una vera e propria missione di vita,distinguendosi per una sensibilità non comune verso i bisogni degli alunni.
L’impegno per i più fragili e il cordoglio per i funerali
Sempre attenta a intercettare ogni forma di disagio infantile, Maria Grazia Guarise dedicava un riguardo del tutto speciale ai bambini più vulnerabili, offrendo supporto e tempo prezioso ben oltre l’orario scolastico pur di non lasciare nessuno indietro. Tra i banchi sapeva coniugare una fermezza educativa alla grande pazienza, garantendo un dialogo costante con le famiglie per valorizzare le inclinazioni di ciascun alunno. Colleghi e conoscenti ne ricordano oggi il carattere forte, la concretezza e l’altruismo autentico che la portavano a dividersi con instancabile energia tra le aule,l’affetto di casa e le attività parrocchiali.
Nel corso dei lunghi mesi dedicati alle terapie, la docente ha conservato una serenità che ha destato profonda ammirazione in quanti le sono stati accanto fino all’ultimo. La cinquantanovenne lascia il marito Federico Cappellato e i due figli Gabriele ed Elisabetta, attorno ai quali si è stretta l’intera cittadinanza. Le esequie per darle l’ultimo commosso saluto saranno celebrate domani, alle ore 15, all’interno della chiesa parrocchiale di Costa di Rovigo.


