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“Cre**na”. Scontri in Italia, Cruciani sbotta contro chi difende i giovani: confronto acceso

Pubblicato: 03/11/2026 11:15

Nel corso della trasmissione televisiva Quarta Repubblica, andata in onda su Rete 4 all’interno dello spazio denominato Un Tavolo per Due, il conduttore Nicola Porro ha sottoposto all’attenzione del giornalista Giuseppe Cruciani una serie di titoli tratti dalla stampa nazionale. Tra i vari argomenti proposti nel corso del confronto, una particolare citazione giornalistica ha catalizzato l’interesse e la reazione accesa degli ospiti presenti in studio.

Le frasi lette in diretta facevano riferimento alla testimonianza di una madre preoccupata per la sicurezza del proprio figlio durante le manifestazioni di piazza. La dichiarazione riportata dai giornali evidenziava un clima di forte tensione e di sfiducia verso le forze dell’ordine, sintetizzato in espressioni forti che hanno immediatamente infiammato il dibattito mediatico e social.
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La reazione e i commenti in studio sulla dichiarazione

Di fronte alla lettura di quelle parole, la replica di Giuseppe Cruciani non si è fatta attendere, assumendo toni particolarmente duri nei confronti del punto di vista espresso dalla donna citata nei titoli. Il conduttore radiofonico ha espresso il proprio dissenso senza mezzi termini, commentando l’affermazione secondo cui si avrebbe più timore delle forze dell’ordine che dei malviventi.

Nel corso del suo intervento, riportato integralmente durante la trasmissione, il giornalista ha dichiarato: “‘Mio figlio ha sul braccio il numero dell’avvocato’, ‘Oggi ho più paura che mio figlio incontri un poliziotto che un potenziale delinquente'”. A queste parole ha fatto seguito il duro giudizio del conduttore: “Siccome è una mamma, siccome è una signora, io potrei dire di tutto – ha detto Cruciani -. Ma io non voglio trascinarti nei guai perché una che dice di avere più paura che suo figlio incontri un poliziotto piuttosto che un delinquente è sostanzialmente una cret***. Ma io mi limito a questa cret***, riferito sempre a quello che dice e non alla persona, anche se potrei sbizzarrirmi. Potrei essere più feroce perché mi voglio fermare qui. Giudicate voi che state ascoltando questo pezzo di trasmissione. Come giudicate e che giudizio date di una donna che dice queste cose? C’è gente a cui il cervello è andato completamente in pappa”.

L’analisi sul comportamento giovanile e l’intervento della polizia

La discussione si è poi spostata sulle motivazioni che spingono alcuni giovani a compiere determinati gesti prima di partecipare alle manifestazioni pubbliche, come l’usanza di annotarsi recapiti legali direttamente sulla pelle. Il dibattito si è concentrato sulla responsabilità educativa e sulla consapevolezza dei comportamenti tenuti nelle piazze italiane.

Approfondendo il tema nel corso della trasmissione di Rete 4, il noto opinionista ha aggiunto ulteriori considerazioni critiche rivolte alla genitrice: “E ancora: ‘Queste persone qua, la mammina si dovrebbe chiedere: ‘mio figlio che cosa fa in piazza? Che cosa fa? Perché si deve tatuare il numero dell’avvocato?’. Evidentemente perché fa del casino, fa del casino a cui la polizia risponde. Ma senza addentrarci. Il principio per cui uno ha più paura della polizia piuttosto che di un delinquente è talmente folle che io credo che questa mamma abbia bisogno di una assistenza’”. Il confronto si è così chiuso lasciando spazio alla riflessione del pubblico sulle modalità di gestione dell’ordine pubblico e sulla percezione della legalità nel paese.

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