
Un ciclone mediterraneo attraversa il Paese portando valori termici da pieno inverno, nubifragi al centro-nord e un repentino ribaltone barico che nei prossimi giorni lascerà spazio a una pesante sciroccata atlantica.
Una sferzata di maltempo di stampo prettamente invernale sta investendo l’intera penisola in questo venerdì 6 novembre, determinando una brusca rottura meteorologica caratterizzata da piogge diffuse, rovesci temporaleschi e un vistoso crollo termico che spinge i termometri ben al di sotto delle medie climatiche del periodo.
La configurazione sinottica vede l’ingresso e il rapido transito da ovest verso est di un insidioso ciclone mediterraneo, la cui azione depressionaria richiama masse d’aria fredda di estrazione polare verso il bacino centrale del nostro mare. Il contrasto tra l’aria fredda in discesa dalle alte latitudini e le superfici marine ancora relativamente temperate ha innescato una vivace ciclogenesi, responsabile di precipitazioni battenti e di un quadro meteorologico che trasmette sensazioni tipiche di dicembre inoltrato.
Freddo invernale: le temperature di venerdì 6 novembre
Il dato più eclatante di questo venerdì è rappresentato dalle temperature minime e massime registrate sul territorio nazionale, con un’anomalia termica negativa particolarmente marcata nelle pianure e nelle valli interne. Dopo una mattinata contrassegnata da estese gelate precoci e brinate diffuse su molte aree del settentrione, il termometro ha faticato enormemente a salire persino nelle ore centrali del giorno.
Nel primo pomeriggio, alle ore 14:30, spiccano gli appena +8°C rilevati a Cremona, mentre a Bergamo, Trento e Ferrara non si va oltre i +9°C. Appena +10°C a Milano, Torino, Bologna, Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia, Lodi, Como e Novara. +11°C a Verona, Vicenza, Brescia e Alessandria, mentre Genova, Rimini, Trieste e Venezia raggiungono a fatica i +12°C.
Il fronte freddo non ha risparmiato il centro Italia: Siena +9°C, Arezzo, Viterbo e L’Aquila +10°C, Firenze, Perugia e Grosseto +11°C, Livorno, Lucca, Pistoia e Macerata +12°C. Pescara, Frosinone, Terni, Pisa e Ancona +13°C, Roma non supera i +15°C.
Anche il mezzogiorno accusa il colpo: Napoli e Catanzaro +14°C, Vibo Valentia +15°C, Cosenza, Foggia e Bari +16°C, Reggio Calabria, Messina, Taranto, Lecce e Crotone +17°C, Brindisi +18°C. Le uniche eccezioni sono Palermo con +23°C e Cagliari con +22°C, le uniche città d’Italia nella norma del periodo.
Piogge torrenziali tra Toscana e Lazio
La dinamica precipitativa si concentra con eccezionale vigore lungo la fascia tirrenica centrale, dove si sono formati sistemi nuvolosi a sviluppo verticale capaci di scaricare ingenti quantità d’acqua. Diluvia senza sosta tra la Toscana meridionale e l’alto Lazio, settori sferzati da piogge torrenziali e temporali semi-stazionari che hanno causato allagamenti localizzati, accumuli pluviometrici significativi e un repentino innalzamento dei corsi d’acqua minori.
Questo sistema perturbato non è destinato a rimanere confinato al centro. Nelle ultime ore il nucleo delle precipitazioni sta lentamente ruotando verso nord-est, risalendo l’Appennino e riversandosi sul settore emiliano-romagnolo. Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna stanno assistendo a un rapido peggioramento, con piogge continue che si intensificano. Il fronte punta dritto verso Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, dove l’interazione tra l’aria umida in risalita e il cuscinetto freddo favorirà piogge insistenti in pianura e un netto abbassamento della quota delle nevicate sui rilievi.
Weekend da lupi: sabato 7 novembre
L’evoluzione a brevissimo termine non promette alcun miglioramento, anzi annuncia un generale inasprimento. Nel corso della serata e durante la notte il vortice ciclonico completerà la sua traiettoria dal mar Ligure verso il mar Tirreno centrale, richiamando aria ancora più fredda dai quadranti nord-orientali.
La giornata di domani, sabato 7 novembre, sarà a tutti gli effetti un sabato da lupi, contrassegnato da precipitazioni a carattere sparso su gran parte del territorio nazionale. Temperature in ulteriore calo, con massime a una sola cifra su molte pianure del nord e dell’interno centro-appenninico. Venti forti dai quadranti settentrionali e orientali, con precipitazioni insistenti tra medio Adriatico e basso Tirreno.
Domenica e lunedì: breve tregua, poi la grande sciroccata
Domenica 8 novembre il ciclone comincerà a perdere vigore verso levante, con un timido miglioramento a partire dai settori nord-occidentali e dalle regioni tirreniche centro-settentrionali. Resteranno nubi irregolari e residua instabilità, con clima pungente.
Lunedì 9 novembre offrirà una breve tregua meteorologica, con ampie schiarite e ore di sole da nord a sud. Ma sarà una quiete effimera, con intense inversioni termiche notturne, brinate e minime vicine allo zero al centro-nord.
Da martedì 10 novembre l’atmosfera cambierà registro. Una profonda saccatura atlantica verso la penisola iberica attiverà una poderosa e prolungata sciroccata autunnale che investirà senza sosta l’intero territorio italiano per tutta la settimana successiva.
Il flusso di Scirocco, carico di vapore acqueo, andrà a impattare contro Alpi, Prealpi e Appennino settentrionale, creando le condizioni per precipitazioni orografiche incessanti. Si configurerà un vero e proprio monsone autunnale, con cumuli di pioggia eccezionali su Liguria, Piemonte, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e lungo l’intera fascia tirrenica, dalla Toscana alla Campania. Mentre al sud il richiamo caldo determinerà una brusca risalita delle temperature con venti burrascosi e mareggiate, al nord torneranno piogge scroscianti e abbondantissime nevicate in alta quota.
Addio estate di San Martino
L’evoluzione appena descritta spazza via qualsiasi possibilità di vivere la tradizionale estate di San Martino, che cade l’11 novembre. Secondo la leggenda, Martino di Tours tagliò in due il proprio mantello per condividerlo con un mendicante infreddolito e subito dopo il cielo si aprì e il sole tornò a riscaldare l’ambiente.
Quest’anno la dinamica atmosferica seguirà un copione diametralmente opposto. L’11 novembre 2026 vedrà l’Italia saldamente imprigionata nel canale di bassa pressione generato dal ciclone atlantico, con venti impetuosi di Scirocco, coperture nuvolose impenetrabili e piogge battenti da nord a sud. Nessun miracolo di sole: l’autunno più severo ha deciso di imporre la propria legge.


