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Lele Mora ricoverato per un ictus, il racconto choc: «Sono vivo per miracolo». Due settimane in terapia intensiva

Pubblicato: 08/11/2026 16:21

Lele Mora è ricoverato da oltre due settimane al Policlinico Umberto I di Roma dopo essere stato colpito da un ictus. L’ex agente dei Vip, 71 anni, è stato vittima del malore lo scorso 24 ottobre, mentre era impegnato in una tournée teatrale. A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Mora in un’intervista rilasciata al Messaggero, alla quale ha affidato anche le prime parole dopo il grave problema di salute: «Mi hanno strappato alla morte. Se sono ancora qui lo devo solo a Dio».

Le sue condizioni hanno richiesto un ricovero prolungato nella struttura sanitaria della Capitale. Mora ha trascorso cinque giorni in terapia intensiva, prima di iniziare il percorso di recupero. Al momento è ancora seguito dai medici dell’ospedale romano, mentre la famiglia sta cercando una soluzione per consentirgli di proseguire le cure più vicino a casa, a Verona. Accanto a lui, in queste settimane, ci sono soprattutto la figlia Diana e il sacerdote don Felice, conosciuto durante il periodo trascorso nella comunità Exodus di don Antonio Mazzi.

Il malore durante lo spettacolo all’Aquila

L’episodio risale al 24 ottobre, quando Lele Mora si trovava all’Aquila per uno spettacolo al Teatro San Filippo. Il malore è arrivato poco prima di salire sul palco, ma l’agente dello spettacolo ha deciso comunque di andare in scena, nonostante avesse già avvertito i primi segnali di un problema. Una scelta che ha spiegato al quotidiano con il desiderio di rispettare il pubblico presente in sala: «Ma sono andato comunque in scena per rispetto agli spettatori che avevano pagato il biglietto, lo show aveva registrato il tutto esaurito».

Il giorno successivo avrebbe dovuto raggiungere la famiglia a Verona, passando per Roma. Durante il viaggio in treno verso la Capitale, però, la situazione è precipitata. «Sul treno per la Capitale sono svenuto, poi il buio totale», ha raccontato Mora. Da quel momento è iniziato il ricovero al Policlinico Umberto I, dove è rimasto in terapia intensiva per cinque giorni. Il risveglio, come ha spiegato lui stesso, è stato particolarmente difficile, ma la consapevolezza di essere sopravvissuto gli ha restituito la forza per affrontare il percorso successivo.

La riabilitazione e il desiderio di tornare a Verona

Adesso per l’ex agente dei Vip si apre una fase delicata, caratterizzata da un lungo programma di recupero. I medici gli avrebbero prospettato almeno sessanta giorni di riabilitazione, necessari per affrontare le conseguenze dell’ictus. Mora ha voluto ringraziare pubblicamente il personale sanitario che lo ha assistito durante il ricovero, ricordando il lavoro dei medici e degli infermieri. «Sono stato letteralmente preso per i capelli», ha dichiarato al Messaggero, aggiungendo di essere riconoscente per le cure ricevute e per la vicinanza dimostrata dagli operatori sanitari.

A seguirlo al Policlinico sono stati gli specialisti coordinati dal professor Giovanni Fabbrini, direttore del dipartimento di Neurologia, e dal professor Francesco Pugliese, direttore del reparto Emergenza e Urgenza. Mora vorrebbe ora essere trasferito in Veneto, per continuare il percorso di recupero vicino ai propri affetti. «Sto cercando di farmi trasferire a Verona, vicino alla mia famiglia», ha spiegato. Per il momento, tuttavia, il trasferimento non è ancora stato organizzato a causa delle difficoltà nel trovare un posto disponibile in una struttura della zona.

La famiglia al suo fianco e il silenzio sul ricovero

Durante queste settimane Mora ha scelto, insieme ai familiari, di mantenere riservata la notizia del ricovero. A conoscenza di quanto accaduto erano soltanto le persone più vicine a lui. La figlia Diana e il figlio Mirko si sono alternati in ospedale, affrontando lunghi spostamenti per non lasciarlo solo durante la degenza. «In tutti questi giorni mia figlia Diana e mio figlio Mirko si sono dati il cambio facendo centinaia di chilometri», ha raccontato.

L’esperienza del ricovero, secondo quanto riferito al quotidiano, lo ha portato anche a riflettere sulla propria vita e sulle persone che gli sono rimaste accanto. «Di me possono dire quello che vogliono, ma nella mia vita ho fatto anche del bene, e tanto», ha aggiunto. Per ora la priorità resta la salute e il completamento delle cure, con l’obiettivo di lasciare Roma e raggiungere Verona. Un percorso ancora lungo, dopo un episodio che lo stesso Mora ha descritto come un incontro ravvicinato con la morte.

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