Confcommercio ha espresso preoccupazione per la situazione occupazionale femminile nel Sud Italia, descritta dal rapporto sul Sud e il Pnrr. Ecco cosa dicono i dati emersi dal rapporto dell’Ufficio Studi e quali sono le principali problematiche da affrontare.
Occupazione femminile nel Meridione, i dati allarmanti di Confcommercio
Il rapporto a cura dell’Ufficio Studi di Confcommercio ha evidenziato la gravità della situazione occupazionale femminile nel Meridione ed è basato sui dati raccolti fino al 2019. Le donne di età compresa tra i 15 e i 64 anni presentano un tasso di occupazione di appena il 33%. Per confronto, la percentuale nel Centro-Nord è pari al 59,2% e nell’Unione Europea si attesta al 63%, quasi il doppio. Il rapporto si sofferma in particolare sul caso della Calabria, con un tasso di occupazione che è passato dal 31% nel 2007 all’attuale 30,3%. Secondo quanto commentato da Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi, sul sito di Confcommercio, “In ampie aree del nostro Mezzogiorno non conviene lavorare, soprattutto alle donne, perché non si guadagna abbastanza e si perde molto in termini di servizi pubblici che non esistono, a partire dagli asili nido. O si aggiustano queste condizioni di contesto o gli incentivi, come detto, potranno fare poco”. Per il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, il Meridione è stato indebolito anche dalla crisi conseguente la pandemia da Covid a livello di occupazione, capitale produttivo e di reddito.
Le proposte di Confcommercio per rilanciare il Sud Italia e l’occupazione
Tra le soluzioni proposte da Confcommercio nell’analisi c’è l’esortazione a prestare attenzione ai problemi infrastrutturali del sud Italia. In particolare, un maggiore controllo del territorio e contrasto alla micro-illegalità , unito alla digitalizzazione della burocrazia potrebbero contribuire a risollevare la situazione raffigurata nel rapporto. Tra gli interventi rilevanti si fa riferimento anche alla riduzione dei gap infrastrutturali in tema di accessibilità , partendo dai trasporti fino alla banda larga, che escludono una connessione con il resto dell’Italia e con l’Europa. Secondo il direttore Bella il successo del Pnrr, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, costituirebbe un obiettivo “sfidante” per il Meridione a causa dei “ritardi amministrativi, burocratici e produttivi”. Superarli si tradurrebbe quindi nell’efficienza degli investimenti e nella riuscita del progetto.

