
Caos sul maxiemendamento alla manovra, in particolare sulle norme che riguardano le pensioni. L’annuncio dell’arrivo del testo in Commissione Bilancio del Senato ha fatto esplodere le tensioni nella maggioranza, con i senatori della Lega che hanno chiesto immediatamente la sospensione dei lavori per un confronto diretto con il governo.
Lo stop della seduta è durato circa tre ore. Alla ripresa, però, il clima non è migliorato: i leghisti hanno minacciato apertamente di non votare il maxiemendamento se non verranno apportate ulteriori modifiche, in particolare sulle cosiddette finestre mobili per il prepensionamento.
Al centro dello scontro c’è la decisione del Mef di chiudere a nuove modifiche sulle finestre. Una scelta che ha irrigidito la Lega, pronta a sfilarsi dal voto sull’emendamento del governo, dal valore complessivo di 3,5 miliardi di euro, se resterà la stretta sull’uscita anticipata dal lavoro.

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti prova a difendere l’impianto del provvedimento. “Abbiamo riformulato la norma sul riscatto della laurea”, ha spiegato, assicurando che “non è nostra intenzione aumentare i requisiti pensionistici” e che resteranno indenni coloro che hanno già effettuato il riscatto.
Ma nella maggioranza le fratture restano evidenti. Il relatore leghista Claudio Borghi insiste: “Con un allungamento anche solo formale dell’età pensionabile, quell’articolo non lo votiamo”. Una posizione condivisa anche dal capogruppo Romeo, secondo le opposizioni.
Duro l’attacco di Elly Schlein, che accusa la premier: “Sulle pensioni Giorgia Meloni è campionessa di incoerenza, ha tradito tutti gli impegni presi”. Per il Partito democratico la gestione del dossier pensioni dimostra una maggioranza “a pezzi”.

Sulla stessa linea le altre forze di opposizione. La senatrice di Italia Viva Raffaella Paita parla di “scontro durissimo” e si chiede se le minacce della Lega siano reali o solo “l’ennesima commedia di maggioranza”. Dal Pd, Misiani sintetizza: “Questa maggioranza è allo sbando”.
Non sono mancati momenti di ulteriore tensione, con un nuovo stop dei lavori per l’Ufficio di presidenza e una ripresa a oltranza in serata, nel tentativo di chiudere l’esame degli emendamenti e arrivare al mandato al relatore tra notte e mattina.
Ancora più caustico il giudizio del M5S. La senatrice Ketty Damante parla di “governo nel caos totale”, paragonando la gestione della manovra a una scena di Fantozzi. Un’improvvisazione che, secondo le opposizioni, rende la partita sulle pensioni una delle più delicate e politicamente esplosive dell’intera legge di bilancio.


