
Una cena consumata in casa, pochi giorni prima di Natale, seguita da forti dolori addominali e vomito persistente. Poi i ripetuti accessi al pronto soccorso, le dimissioni e infine una tragedia che ha sconvolto un intero paese. A Pietracatella, piccolo centro in provincia di Campobasso, una madre e una figlia sono morte a distanza di poche ore l’una dall’altra per una sospetta intossicazione alimentare. La Procura di Campobasso ha aperto un’inchiesta e ha iscritto cinque persone nel registro degli indagati.
Le vittime sono Sara Di Vita, 15 anni, deceduta nella tarda serata di sabato, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, morta qualche ora dopo. Entrambe erano state dimesse due volte dal pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove si erano presentate nei giorni precedenti per i primi sintomi. Il padre, Gianni Di Vita, 55 anni, ex sindaco del paese, è stato trasferito in elisoccorso allo Spallanzani di Roma ed è attualmente ricoverato in Rianimazione. È invece salva la figlia maggiore, 18 anni, ricoverata solo in via precauzionale.
La famiglia conosciuta e il silenzio del paese
Il borgo di Pietracatella, poco più di mille abitanti, è avvolto da un silenzio irreale. La famiglia Di Vita era molto conosciuta: il padre è stato sindaco per due mandati ed è un commercialista stimato, mentre la madre collaborava con lui nello studio di Campobasso. Sara frequentava il liceo classico nel capoluogo molisano ed era descritta come una ragazza solare, con tanti progetti e amicizie.
La primogenita non avrebbe partecipato alla cena incriminata della sera del 23 dicembre, mentre avrebbe preso parte ai pranzi più numerosi della vigilia e di Natale. Un dettaglio che ha indirizzato gli investigatori verso il cibo consumato esclusivamente in casa quella sera, ora al centro degli accertamenti.
Gli alimenti sospetti e i primi malori
Secondo quanto emerso, sotto esame ci sarebbero alcuni alimenti della tradizione natalizia, forse pesce o funghi, prodotti molto diffusi nella zona. Dopo il pasto, Sara e la madre avrebbero iniziato ad accusare sintomi gastrointestinali gravi, inizialmente interpretati come una possibile gastroenterite. Nei giorni successivi, il quadro clinico si è però aggravato rapidamente, fino al decesso.
Gli amici della quindicenne raccontano di averla sentita al telefono il giorno prima della tragedia. Pensava di rimettersi presto e stava organizzando uscite e feste. Nulla lasciava presagire un epilogo così drammatico, arrivato dopo un peggioramento improvviso.
Le ipotesi mediche e l’indagine della procura
Le cause della morte non sono ancora definite. Gli inquirenti non escludono diverse ipotesi, tra cui botulino, listeria, una epatite fulminante o una intossicazione chimica. I medici parlano di un’evoluzione clinica estremamente rara, con una insufficienza epatica seguita da una rapida compromissione multiorgano.
La squadra mobile di Campobasso, coordinata dalla Procura, ha acquisito le cartelle cliniche, ascoltato le persone informate dei fatti e sequestrato i cibi presenti nell’abitazione, che saranno sottoposti ad analisi di laboratorio. L’autopsia sui corpi di madre e figlia è stata disposta nei prossimi giorni e sarà decisiva per chiarire le cause dei decessi.
Rabbia, dolore e domande senza risposta
In paese prevalgono sgomento e rabbia. Molti si chiedono se le due donne potevano essere salvate e perché siano state rimandate a casa più volte nonostante i sintomi. Il sindaco di Pietracatella, Antonio Tommasone, ha proclamato il lutto cittadino nel giorno dei funerali e ha annullato tutte le iniziative natalizie, una decisione condivisa anche dai comuni vicini.
La comunità ora attende risposte. L’inchiesta dovrà stabilire cosa abbia causato l’intossicazione e se vi siano state responsabilità sanitarie. Intanto, Pietracatella resta sospesa tra il dolore per una perdita improvvisa e la richiesta di verità su una tragedia che ha spezzato una famiglia e segnato per sempre un intero paese.


