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Bimbo morto strangolato all’asilo, arrivano i Ris. Cosa succede

Pubblicato: 29/12/2025 16:52

Il drammatico caso del piccolo Leonardo Ricci continua a scuotere la comunità di Soci e l’intera provincia di Arezzo mentre le indagini entrano in una fase cruciale. La morte del bambino di soli due anni, avvenuta lo scorso 12 novembre all’interno di un asilo nel comune di Bibbiena, rappresenta una tragedia che ha colpito profondamente l’opinione pubblica nazionale per le sue dinamiche ancora parzialmente avvolte dal mistero. La Procura ha deciso di imprimere una svolta agli accertamenti tecnici disponendo l’intervento dei reparti specializzati per ricostruire con precisione millimetrica ogni istante di quella mattinata fatale in cui un momento di gioco si è trasformato in un evento nefasto.

L’intervento dei reparti investigativi scientifici

Per fare definitiva chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso del bambino il 30 dicembre è previsto un sopralluogo fondamentale da parte dei Ris di Roma. Gli specialisti dell’Arma dei Carabinieri sono stati chiamati per effettuare rilievi tecnici avanzati all’interno della struttura scolastica e in particolare nell’area esterna dove si è consumato il fatto. L’obiettivo della Procura è quello di utilizzare strumentazioni di ultima generazione per analizzare la morfologia del terreno e la disposizione della vegetazione. Questo approfondimento si è reso necessario per verificare la compatibilità delle tracce rinvenute con la dinamica dell’incidente ipotizzata inizialmente dagli inquirenti.

La ricostruzione della dinamica nel boschetto

Secondo quanto emerso dalle prime fasi dell’inchiesta la tragedia si sarebbe verificata tra le ore undici e mezzogiorno in una zona specifica del giardino dell’asilo denominata comunemente boschetto. Quest’area verde veniva abitualmente utilizzata per le attività di socializzazione e il gioco all’aperto dei piccoli alunni. Leonardo stava trascorrendo il suo tempo libero insieme ai compagni quando il cappuccio del suo giubbotto si sarebbe accidentalmente impigliato a un ramo di un albero. Questa sfortunata circostanza avrebbe innescato una trazione fatale sul collo del bambino provocando un immediato soffocamento meccanico senza che nessuno potesse intervenire tempestivamente per liberarlo.

Mentre i tecnici analizzano la scena del crimine la magistratura resta in attesa dei risultati definitivi dell’autopsia condotta dal professor Mario Gabbrielli presso l’Istituto di medicina legale di Siena. Sebbene i primi riscontri abbiano confermato l’asfissia meccanica come causa primaria del decesso restano da stabilire con esattezza i tempi di sopravvivenza del piccolo e l’eventuale presenza di altri fattori contribuenti. I risultati autoptici saranno determinanti per incrociare i dati scientifici con le testimonianze raccolte sul posto dai soccorritori e dal personale presente quel giorno al fine di stabilire se vi sia stata una latenza eccessiva nel prestare soccorso.

Attualmente il fascicolo aperto dalla Procura vede l’iscrizione di cinque persone nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. Tra i soggetti sotto inchiesta figurano tre insegnanti una assistente e la responsabile legale della struttura educativa. Si tratta di un atto dovuto per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili e per valutare se vi sia stata una mancata vigilanza o una negligenza nella gestione della sicurezza degli spazi comuni. Resta invece esclusa da provvedimenti giudiziari immediati la maestra che ha materialmente dato l’allarme e che come l’altra assistente presente ha riportato un grave malore a causa dello shock subito dopo il ritrovamento del corpo.

Una comunità in attesa di verità e giustizia

La cittadinanza di Bibbiena segue con apprensione ogni sviluppo di questa vicenda giudiziaria che ha lasciato un vuoto incolmabile nella famiglia Ricci. Il sopralluogo dei Ris rappresenta l’ultimo tassello di un puzzle investigativo complesso che deve bilanciare la necessità di giustizia con il rispetto per il dolore dei soggetti coinvolti. La verifica sulla sicurezza degli arredi scolastici e delle aree esterne degli asili è diventata dopo questo evento un tema di dibattito centrale poiché la sicurezza dei minori deve essere garantita in ogni istante della permanenza scolastica specialmente durante le attività ricreative esterne che nascondono insidie spesso sottovalutate.

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