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Allarme leishmaniosi, Europa sotto attacco! Non solo cani: “Attenti anche a questi animali”

Pubblicato: 30/12/2025 16:22

L’emergenza sanitaria legata alla diffusione di alcune gravi malattie parassitarie in Europa sta assumendo contorni preoccupanti a causa di nuove evidenze scientifiche che spostano l’attenzione dai classici animali domestici alla fauna selvatica. Una recente indagine condotta in Spagna ha infatti gettato una luce sinistra sulla resilienza di questi patogeni, dimostrando come il ciclo di trasmissione sia molto più complesso e radicato nel territorio di quanto si potesse immaginare fino a pochi anni fa. Il cuore del problema risiede nella capacità di tali microrganismi di colonizzare specie animali insospettabili che vivono a stretto contatto con le aree urbanizzate, creando un serbatoio naturale permanente che rende difficile l’eradicazione attraverso le sole profilassi veterinarie standard sui cani.

I risultati dello studio sulla leishmaniosi

La ricerca portata avanti dall’Università di Cordova in collaborazione con il prestigioso Gruppo SaBio dell’IREC ha analizzato per circa due anni un vasto campionamento di soggetti tra cui cani, esseri umani e piccoli mammiferi selvatici per tracciare la diffusione della leishmaniosi. Il dato più sconcertante emerso dalle analisi riguarda i lagomorfi, ovvero la famiglia che comprende conigli e lepri. Secondo i ricercatori, il 100% degli esemplari selvatici analizzati è risultato infetto dal parassita. Questa percentuale bulgara indica che tali animali non sono semplici vittime occasionali, ma veri e propri vettori primari che alimentano la circolazione del parassita in natura. A confronto, la positività riscontrata nei cani si è attestata intorno al 73,2%, mentre tra la popolazione umana la diffusione rilevata è stata del 6,2%, un numero comunque non trascurabile che evidenzia il rischio di salto di specie e contagio ambientale.

Il ruolo fondamentale dei pappataci

Oltre agli animali ospiti, lo studio ha dedicato una sezione cruciale all’analisi entomologica dei vettori volanti che trasmettono la leishmaniosi, i cosiddetti pappataci o flebotomi. Questi piccoli insetti, simili a minuscole zanzare, sono gli unici responsabili del trasporto del parassita da un organismo all’altro. Le rilevazioni hanno confermato che oltre il 25% degli insetti catturati era già portatore del parassita, con una prevalenza netta della specie Phlebotomus perniciosus, considerata la più pericolosa per la salute pubblica. La localizzazione di questi focolai è stata individuata con precisione in zone limitrofe alle città, in particolare vicino a riserve di caccia e aree verdi dove la densità di conigli e lepri è estremamente elevata, creando un corridoio biologico che porta l’infezione direttamente alle porte delle abitazioni umane.

Gli esperti sottolineano con forza che per contrastare efficacemente la leishmaniosi non basta più limitarsi alla cura del singolo animale domestico. Il concetto cardine espresso dai ricercatori è quello di One Health, ovvero una visione olistica che riconosce come la salute dell’uomo sia indissolubilmente legata a quella degli animali e dell’ambiente circostante. La sorveglianza della fauna selvatica deve diventare una priorità assoluta per le autorità sanitarie europee, integrando il monitoraggio costante delle popolazioni di lepri e conigli con campagne di sensibilizzazione per i cittadini. Risulta fondamentale l’uso di repellenti specifici e vaccinazioni per gli animali domestici, ma è altrettanto urgente gestire in modo scientifico le riserve naturali per evitare che diventino incubatori di epidemie croniche difficili da gestire nel lungo periodo.

Caratteristiche e forme della patologia

Per comprendere la gravità della situazione è necessario analizzare la natura stessa della leishmaniosi, definita dall’Istituto Superiore di Sanità come un gruppo di patologie parassitarie estremamente complesse. Esistono infatti ben 21 specie di Leishmania capaci di infettare l’uomo, manifestandosi in forme cliniche molto diverse tra loro. La più temibile è senza dubbio la leishmaniosi viscerale, che attacca gli organi interni e può risultare fatale se non viene diagnosticata e curata tempestivamente. Altre varianti includono la forma cutanea, che genera lesioni sulla pelle, e quella mucocutanea, che invece colpisce le mucose di naso e bocca provocando danni estetici permanenti e cicatrici deturpanti. La trasmissione avviene quasi esclusivamente tramite la puntura dell’insetto infetto, rendendo la prevenzione ambientale l’unica vera barriera contro il diffondersi del contagio su larga scala.

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Ultimo Aggiornamento: 30/12/2025 22:11

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