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Strage di Crans Montana, i tre ragazzi italiani che mancano all’appello: chi sono Riccardo, Chiara e Sofia

Pubblicato: 04/01/2026 10:41

Non è ancora chiusa la pagina più dolorosa della strage di Capodanno a Crans-Montana, dove l’incendio scoppiato nel bar Le Constellation ha provocato morti, feriti e decine di famiglie sospese nell’attesa. All’appello mancano ancora Riccardo Minghetti, Chiara Costanzo e Sofia Prosperi, gli ultimi tre italiani che risultano ufficialmente dispersi dopo il rogo. Con il passare delle ore, però, le speranze di ritrovarli in vita si assottigliano sempre di più, mentre proseguono le operazioni di identificazione.

Familiari e amici continuano ad aggrapparsi a ogni possibile spiraglio, nella speranza che uno dei nomi ancora senza risposta possa emergere tra i feriti non identificati. Un’attesa logorante, segnata dal silenzio e da notizie frammentarie, che accompagna il dolore per le vittime già riconosciute e alimenta l’angoscia per chi non ha ancora avuto una conferma definitiva.

Sono Giovanni Tamburi, Achille Osvaldo Giovanni Barosi ed Emanuele Galeppini le tre vittime italiane identificate finora. I loro nomi si aggiungono al bilancio già pesantissimo di una notte che ha sconvolto l’intera comunità italiana, in patria e all’estero, lasciando ferite profonde e domande ancora aperte.

La speranza dei genitori di Riccardo Minghetti

Per Riccardo Minghetti, la famiglia non si arrende. I genitori continuano a sperare che il ragazzo possa trovarsi tra i feriti ricoverati e non ancora identificati. A raccontare questo filo di fiducia è Umberto Marcucci, padre di Manfredi, uno dei giovani sopravvissuti e trasferiti all’ospedale Niguarda di Milano. Marcucci spiega di aver parlato sia con la madre di un ragazzo arrivato a Milano da Berna sia con il padre di Riccardo, tutti accomunati dalla stessa attesa carica di apprensione.

I due ragazzi, entrambi romani, erano molto legati e avevano trascorso insieme anche i giorni precedenti alla tragedia, sciando sulle piste della località svizzera. Un’amicizia che rende l’attesa ancora più difficile, ma che alimenta la speranza condivisa di poterlo ritrovare vivo, nonostante il trascorrere del tempo renda questo scenario sempre meno probabile.

Il dolore per Chiara Costanzo

Per Chiara Costanzo, invece, le speranze sembrano essersi ormai spente. Sedicenne milanese, la ragazza sarebbe stata identificata, anche se si attendono ancora i risultati definitivi del Dna. A raccontare il dramma è il padre Andrea, che parla di una telefonata arrivata come una sentenza definitiva, spezzando ogni residua illusione.

Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio, confermando la morte della giovane e stringendosi alla famiglia. Chiara, studentessa del liceo scientifico Moreschi di Milano, era una ragazza brillante, appassionata di ginnastica acrobatica, descritta come solare e generosa. Si trovava nel locale quasi per caso, insieme agli amici, dopo non aver trovato posto altrove, una circostanza che rende la sua scomparsa ancora più difficile da accettare.

L’attesa angosciosa per Sofia Prosperi

Resta infine l’incertezza su Sofia Prosperi, italo-svizzera di appena 15 anni, inserita nell’elenco dei dispersi solo in un secondo momento. La giovane si trovava al piano inferiore del bar Le Constellation al momento dell’incendio, una posizione che potrebbe aver reso più complicata la fuga e le operazioni di soccorso.

Sofia è nata e cresciuta a Castel San Pietro, nel Canton Ticino. Il padre, romano, si era trasferito in Svizzera per lavoro e ora, insieme alla moglie, vive ore di angoscia in attesa di notizie ufficiali sulla figlia. Un’attesa che si consuma tra la speranza e la paura, mentre la tragedia di Crans-Montana continua a lasciare dietro di sé un lungo elenco di vite spezzate e famiglie sospese nel dolore.

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