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Guterres: “Profonda preoccupazione per l’intervento Usa in Venezuela”. Dura replica di Washington

Pubblicato: 05/01/2026 17:31

Venezuela, l’operazione militare statunitense che ha portato alla cattura di Nicolás Maduro continua a scuotere la comunità internazionale e approda ufficialmente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove si consuma un duro confronto diplomatico tra Onu e Stati Uniti.

L’allarme delle Nazioni Unite sul diritto internazionale

Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, ha espresso una “profonda preoccupazione” per le modalità dell’intervento statunitense in Venezuela, richiamando apertamente il rispetto del diritto internazionale. In una dichiarazione letta durante la riunione del Consiglio di Sicurezza, Guterres ha sottolineato come le norme internazionali rappresentino “le basi fondamentali per il mantenimento della pace e della sicurezza globali”.

Il segretario generale ha avvertito che l’azione americana rischia di avere conseguenze destabilizzanti, non solo per il Venezuela ma per l’intera regione latinoamericana. “Sono profondamente preoccupato per la possibile intensificazione dell’instabilità nel Paese, per il potenziale impatto regionale e per il precedente che questa operazione potrebbe creare nei rapporti tra gli Stati”, ha affermato, evidenziando il rischio di una pericolosa erosione delle regole condivise che governano le relazioni internazionali.

La replica di Washington: “Non è un’occupazione”

Immediata la risposta degli Stati Uniti, affidata all’ambasciatore americano all’Onu Mike Waltz, che ha respinto con decisione le accuse di violazione del diritto internazionale. Secondo Washington, l’operazione non ha avuto carattere militare né tantomeno bellico.

“Non stiamo occupando il Venezuela e non siamo in guerra con il suo popolo”, ha dichiarato Waltz davanti al Consiglio di Sicurezza. “Si è trattato di un’operazione di polizia condotta in esecuzione di incriminazioni legittime in vigore da decenni”.

L’ambasciatore ha ribadito che Nicolás Maduro è stato arrestato come narcotrafficante, in base a gravi accuse penali formulate da una giuria statunitense. “Le prove schiaccianti dei suoi crimini saranno presentate apertamente in tribunale, nel pieno rispetto dello stato di diritto”, ha aggiunto.

Il precedente Noriega e la linea Usa

Nel suo intervento, Waltz ha richiamato anche un precedente storico, quello dell’arresto di Manuel Noriega nel 1989. “Un’azione simile fu intrapresa contro Noriega: venne arrestato, incriminato, processato e condannato negli Stati Uniti, per poi scontare la pena anche a Panama”, ha ricordato l’ambasciatore, sostenendo che il caso Maduro rientra nello stesso quadro giuridico.

Per Washington, dunque, non si tratta di un cambio di regime imposto con la forza né di un’occupazione militare, ma dell’applicazione della legge contro un individuo accusato di aver commesso crimini gravi per oltre quindici anni.

Uno scontro che resta aperto

Il confronto al Consiglio di Sicurezza mette in evidenza una frattura profonda tra Stati Uniti e Nazioni Unite sulla legittimità dell’intervento in Venezuela. Da un lato, l’Onu richiama il rispetto rigoroso delle norme internazionali e teme un precedente pericoloso; dall’altro, Washington rivendica la piena legalità dell’operazione e nega qualsiasi intento bellico.

Uno scontro politico e giuridico destinato a proseguire, mentre gli effetti dell’arresto di Maduro continuano a farsi sentire sul fragile equilibrio del Venezuela e dell’intera regione.

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Ultimo Aggiornamento: 05/01/2026 17:35

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