
È morto Vitaliano Trevisan, scrittore, attore, regista e sceneggiatore vicentino tra i più originali della sua generazione. Aveva 61 anni. È stato trovato senza vita nella sua abitazione. Nato a Sandrigo il 12 dicembre 1960, negli ultimi anni si divideva tra Campodalbero di Crespadoro, nel Vicentino, e una nuova vita nelle campagne della provincia di Pisa.
Trevisan è arrivato tardi alla letteratura, dopo una lunga e irregolare traiettoria esistenziale. Come raccontava nel libro “Works” (2006), prima di diventare scrittore ha svolto decine di mestieri: manovale, operaio, gelataio, accumulando esperienze che avrebbero poi alimentato la sua scrittura asciutta e spietata.
Ha vissuto a lungo a Cavazzale, si è spostato a Roma, poi è tornato nel Vicentino, stabilendosi a Crespadoro, dove ha trascorso anni isolati insieme al suo cane Dean Martin. Successivamente si era trasferito nei dintorni di Pisa, mantenendo sempre un rapporto irrequieto e critico con i luoghi e con se stesso.

I primi racconti arrivano alla fine degli anni Novanta: “Un mondo meraviglioso” (1997) e “Trio senza pianoforte/oscillazioni” (1998). Il successo arriva però nel 2002 con il romanzo “I quindicimila passi” (Einaudi), accolto come una rivelazione dalla critica e premiato con il Premio Lo Straniero e il Campiello Francia 2008.
Parallelamente alla scrittura, Trevisan ha avuto un’intensa attività nel cinema e nel teatro. Nel 2003 è coautore del soggetto e della sceneggiatura di “Primo amore” di Matteo Garrone, insieme allo stesso regista e a Massimo Gaudioso, interpretando anche il ruolo principale. Un film che segna un punto alto del cinema italiano contemporaneo.
Come attore ha lavorato anche in “Il riparo”, “Dall’altra parte del mare”, nella serie tv “R.i.s. Roma – Delitti imperfetti” e nel film “Senza lasciare traccia” (2016). Nel 2017 vince il Premio Riccione con il testo teatrale “Il delirio del particolare”. Lo scorso autunno aveva preso parte alle riprese della fiction “Un passo dal cielo”.

Figura controcorrente, Trevisan è stato uno dei primi artisti italiani a esporsi pubblicamente contro il green pass, definendolo «un mezzo discriminatorio». «Se me lo chiedono non andrò in scena o su un set», disse in un’intervista. Netta anche la sua posizione sui vaccini, rivendicata come scelta personale e non negoziabile.
Alla notizia della morte, numerosi i messaggi di cordoglio. Il sindaco di Vicenza Francesco Rucco ha ricordato «un eclettico artista, spirito critico spesso controcorrente, riconosciuto a livello nazionale e internazionale». Trevisan aveva da poco partecipato al film “La Rua. La magia di Vicenza”, prodotto dal Comune.
Commosso anche il ricordo dell’ex vicesindaco Jacopo Bulgarini d’Elci, che lo ha definito «il più grande romanziere italiano del nostro tempo». «Restano i suoi libri straordinari – ha scritto – soprattutto I quindicimila passi e Un mondo meraviglioso. Forse il mondo non lo è. Eppure, grazie a lui, lo è stato un po’ di più».


