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Caos a Como prima della partita: scontri tra tifosi, bottiglie e bastoni in strada

Pubblicato: 10/01/2026 16:14

Il pomeriggio calcistico a Como è stato segnato da pesanti momenti di disordine che hanno preceduto la sfida di Serie A contro il Bologna. Quella che doveva essere una giornata di sport si è trasformata in uno scenario di guerriglia urbana, fortunatamente contenuto dal tempestivo intervento delle autorità, ma che lascia una ferita profonda nella gestione dell’ordine pubblico legato alle manifestazioni sportive. Gli incidenti si sono verificati in pieno centro cittadino, scuotendo la tranquillità dei residenti e dei numerosi turisti presenti nella città lariana, proprio mentre il clima pre-partita stava entrando nel vivo.

Una dinamica dei fatti complessa e controversa

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità locali e dai testimoni oculari, tutto avrebbe avuto inizio intorno alle ore 12.30. Due pullman carichi di tifosi rossoblù avrebbero deviato dal percorso di sicurezza precedentemente stabilito. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un errore di navigazione o di una scelta deliberata per evitare i filtri di controllo situati presso lo svincolo di Lazzago. Fatto sta che i mezzi sono usciti allo svincolo di Como-Lago, ritrovandosi immersi nel traffico del centro e, inevitabilmente, transitando in viale Fratelli Rosselli. Questa zona è storicamente nota per essere un punto di ritrovo abituale dei sostenitori comaschi, in particolare per la presenza di un bar-pizzeria molto frequentato prima delle gare casalinghe.

Il passaggio dei mezzi emiliani davanti al locale non è passato inosservato. Tra cori di scherno e provocazioni verbali partiti dalla strada, la situazione è degenerata in pochi istanti. Alcuni ultras del Bologna sono scesi dai pullman per affrontare i rivali, dando il via a una serie di scontri fisici diretti. Durante la fase più acuta della tensione, si è assistito a un fitto lancio di bottiglie di vetro, bastoni e altri oggetti contundenti. La strada si è trasformata rapidamente in un campo di battaglia improvvisato, con i passanti costretti a cercare riparo nei negozi limitrofi per evitare di essere coinvolti nel fitto lancio di oggetti.

L’intervento risolutivo delle forze dell’ordine

La risposta dei reparti mobili della polizia e dei carabinieri è stata immediata. Gli agenti già schierati per il piano di sicurezza cittadino sono confluiti rapidamente verso viale Fratelli Rosselli, riuscendo a separare i due gruppi prima che il bilancio dei feriti potesse aggravarsi ulteriormente. Per garantire la totale incolumità pubblica e permettere le operazioni di identificazione, le autorità hanno disposto la chiusura temporanea di tutte le vie d’accesso che conducono allo stadio Giuseppe Sinigaglia. Questa misura ha causato forti disagi alla circolazione cittadina per circa mezz’ora, tempo necessario per isolare i pullman dei bolognesi e predisporre una scorta armata che li accompagnasse fino al settore ospiti dell’impianto sportivo.

Precedenti e possibili conseguenze disciplinari

Questi episodi di violenza non rappresentano purtroppo un caso isolato per la tifoseria bolognese in questa stagione. Il testo ricorda infatti come solo poche settimane prima, in occasione della trasferta di Udine del 22 novembre, si fossero verificati incidenti analoghi. Quei fatti avevano già portato all’adozione di provvedimenti drastici, come il divieto di trasferta per le partite contro Lazio e Inter. È molto probabile che quanto accaduto a Como spinga l’Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive a valutare nuove e più severe restrizioni per i sostenitori emiliani, considerando la recidività dei comportamenti violenti e la violazione dei percorsi di sicurezza concordati con la Questura.

Mentre all’interno dello stadio le squadre si preparavano per il fischio d’inizio di questo importante anticipo di campionato, fuori restava l’amarezza per un’altra giornata macchiata dal teppismo. La gestione dell’ordine pubblico nei centri storici monumentali, come quello di Como, si conferma una sfida estremamente difficile quando i flussi di tifosi non rispettano i protocolli stabiliti. Resta ora da capire se le indagini, supportate dai filmati delle telecamere di sorveglianza e dai video diffusi sui social network, porteranno a identificazioni certe e daspo immediati per i responsabili dei disordini, al fine di tutelare la maggioranza dei tifosi pacifici che desiderano solo seguire la propria squadra del cuore.

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