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Crans-Montana, il precedente che fa paura: già nel 2022 un incendio a pochi metri dal Constellation

Pubblicato: 11/01/2026 12:59
Immagine di Crans Montana dopo l

Il caso della tragedia di Crans Montana si arricchisce di nuovi e inquietanti dettagli che gettano un’ombra pesante sulla gestione della sicurezza pubblica nella rinomata località svizzera. Secondo quanto riportato da un’approfondita inchiesta condotta dalla testata giornalistica Agi e dal programma televisivo elvetico Mise au Point, emerge un quadro di gravi negligenze amministrative che sembrano avere radici profonde nel tempo. Non si tratterebbe infatti di un episodio isolato, ma di un sistema di verifiche lacunoso che avrebbe già mostrato i suoi limiti in passato, mettendo a rischio la vita di numerosi cittadini e turisti in una zona che dovrebbe invece garantire i massimi standard di protezione.

Un precedente significativo a poca distanza dal bar Constellation

La vicenda attuale richiama inevitabilmente alla memoria un episodio critico avvenuto nel febbraio del 2022. In quell’occasione, un violento incendio divampò all’interno di un complesso residenziale situato a meno di quattrocento metri di distanza dal bar Constellation, il locale recentemente colpito dal rogo che ha sconvolto l’opinione pubblica internazionale. Il fatto che due eventi di tale portata siano avvenuti in un raggio d’azione così ristretto ha spinto gli inquirenti a indagare con maggiore decisione sui protocolli di prevenzione incendi adottati dalle autorità locali, rivelando una situazione di potenziale pericolo che era già nota agli uffici competenti ma che è stata colpevolmente ignorata.

Responsabilità penali e incriminazioni nel municipio di Lens

Le indagini condotte dalla Procura della Repubblica del Vallese hanno portato a risultati concreti sul piano giudiziario. Il responsabile della sicurezza del municipio di Lens, comune che esercita la giurisdizione amministrativa su quella specifica area, è stato ufficialmente incriminato. L’accusa è pesante poiché riguarda l’omissione sistematica dei controlli previsti dalla legge svizzera. Insieme al funzionario pubblico, è stato rinviato a giudizio anche il proprietario di una delle unità immobiliari coinvolte nel rogo del 2022. La magistratura sta cercando di stabilire una connessione diretta tra la mancanza di sorveglianza istituzionale e la facilità con cui le fiamme hanno potuto propagarsi all’interno della struttura.

La ricostruzione dei fatti del 2022 indica che l’incendio ebbe origine a causa di una sauna privata non correttamente spenta. Sebbene l’errore umano del proprietario sia stato la scintilla iniziale, la gravità delle conseguenze è stata attribuita alla mancanza di adeguate barriere fisiche contro il fuoco. Le fiamme, nate nel pomeriggio all’interno del complesso denominato Télérésidence C, hanno trovato un terreno fertile per espandersi rapidamente agli appartamenti confinanti. Questo sviluppo fulmineo non sarebbe stato possibile se l’edificio fosse stato dotato di moderni sistemi di compartimentazione, la cui assenza doveva essere rilevata e sanzionata durante le ispezioni periodiche che non sono mai avvenute.

Il bilancio umano di quel precedente fu particolarmente pesante, pur non arrivando alla tragicità degli eventi più recenti. Un residente subì una grave intossicazione da monossido di carbonio, riportando danni clinici complessi che hanno coinvolto l’apparato cardiaco e renale, rendendo necessario un lungo periodo di ricovero in terapia intensiva. Oltre a questo caso critico, numerosi altri abitanti del condominio dovettero ricorrere a cure mediche per problemi respiratori e shock. La documentazione ottenuta dai giornalisti evidenzia come la vita di diverse persone sia stata messa in serio pericolo esclusivamente a causa della violazione delle norme edilizie e di sicurezza che avrebbero dovuto essere garantite dalla vigilanza comunale.

Ammissioni del dipendente comunale sulle mancate ispezioni

Uno degli aspetti più sconcertanti dell’intera vicenda riguarda la confessione resa dal dipendente del comune di Lens durante gli interrogatori. L’addetto ai controlli ha infatti ammesso candidamente di non aver effettuato le ispezioni periodiche obbligatorie a causa di una cronica mancanza di tempo. Ancora più grave è la rivelazione secondo cui tale pratica omissiva fosse una sorta di consuetudine amministrativa ereditata dai suoi predecessori. Secondo quanto dichiarato dal funzionario, il comune tendeva a dare priorità assoluta alle verifiche su alberghi e ristoranti, lasciando i complessi residenziali e i condomini privati in una sorta di zona d’ombra burocratica priva di qualunque monitoraggio reale.

Il processo che attende il responsabile comunale si focalizzerà sul reato di incendio causato da negligenza. La Procura sostiene con forza che, se le ispezioni fossero state eseguite regolarmente, i tecnici avrebbero certamente notato la totale assenza di materiali ignifughi e di sistemi di separazione tra i piani dell’edificio. Queste carenze strutturali hanno trasformato un piccolo incidente domestico in un disastro di vaste proporzioni. Il legame tra la famiglia Moretti, proprietaria del Constellation e della locanda Le Vieux-Chalet, e il contesto amministrativo di Lens continua a essere oggetto di analisi per capire se esistessero dinamiche di favore o se, più semplicemente, l’intero apparato di sicurezza della zona fosse strutturalmente inefficiente.

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