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Giulia Salemi rompe il silenzio con le lacrime agli occhi: “Cosa sta succedendo alla mia famiglia”

Pubblicato: 14/01/2026 13:17

Il dramma che sta consumando l’Iran torna a scuotere le coscienze occidentali attraverso la voce di chi quelle radici le vive sulla propria pelle. Giulia Salemi, da sempre portavoce dei diritti del popolo persiano, ha lanciato un nuovo, straziante video-appello per accendere i riflettori sulla brutale ondata di repressione che sta soffocando Teheran. Dal 28 dicembre, il Paese è travolto da rivolte nate da una crisi economica insostenibile, ma la risposta del regime è stata il pugno di ferro. L’influencer ha denunciato un isolamento forzato che impedisce ogni comunicazione: “Hanno isolato il Paese, spegnendo internet, le luci e le linee telefoniche, nel tentativo di zittire le proteste”. Per la Salemi, la questione è un incubo privato: “Io vivo nell’angoscia perché da giorni non riusciamo a contattare i nostri familiari a Teheran”, ha confessato, sottolineando come il silenzio digitale serva a coprire atti di inaudita violenza.

Una strage di innocenti nel silenzio dei media

Le informazioni che riescono a superare la censura governativa dipingono un quadro apocalittico. Giulia Salemi non usa mezzi termini e parla apertamente di una “strage di innocenti” finalizzata a spegnere ogni anelito di libertà. Secondo quanto riportato nel suo appello, le forze di sicurezza “hanno aperto il fuoco sulla folla, causando oltre duemila morti e più di diecimila arresti”. Nonostante la ferocia della repressione, l’influencer esalta la resilienza dei suoi connazionali: “Il coraggio degli iraniani brilla più forte. Uomini, donne, giovani e anziani marciano insieme”.

L’impegno della conduttrice, che ha simbolicamente chiamato il figlio Kian proprio per onorare le origini persiane, prosegue una battaglia iniziata tempo fa, dai red carpet al celebre monologo per Mahsa Amini. Il timore odierno è che il blackout totale permetta al regime di agire indisturbato nell’ombra: “Non possiamo restare indifferenti” è il grido rivolto ai suoi milioni di follower, un invito a non voltarsi dall’altra parte mentre un intero popolo rischia di essere cancellato nel silenzio tecnologico.

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