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Artico, la linea di Meloni: “Presenza italiana in Groenlandia da valutare con la Nato”

Pubblicato: 19/01/2026 10:24

Nei momenti di maggiore incertezza internazionale, rafforzare i legami con gli alleati diventa una priorità. È il messaggio che accompagna la missione in Giappone della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, impegnata a consolidare il partenariato strategico tra Roma e Tokyo in un contesto globale definito sempre più instabile e complesso.
A margine degli incontri istituzionali e dei colloqui con i vertici delle principali multinazionali giapponesi, la premier ha fatto il punto sui principali dossier di politica estera, soffermandosi in particolare sulla centralità strategica dell’Artico e sulla questione Groenlandia, tornata al centro del dibattito internazionale dopo le pressioni degli Stati Uniti guidati da Donald Trump.

Groenlandia e Artico, il tema va affrontato in ambito Nato

Meloni ha chiarito che la questione della Groenlandia deve essere affrontata nel quadro della Nato, definendo quello sollevato da Washington un nodo reale e non eludibile.
«Il rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia è un tema serio, ma rientra nel dialogo all’interno dell’Alleanza Atlantica. La Groenlandia va considerata territorio di responsabilità della Nato», ha spiegato.
Secondo la presidente del Consiglio, anche l’eventuale coinvolgimento italiano dovrebbe essere discusso esclusivamente in quell’ambito: «La questione che pongono gli americani è seria e il ragionamento di rafforzare la nostra presenza è necessario, ma va fatto all’interno dell’Alleanza Atlantica, che è l’ambito corretto anche per discutere di una presenza italiana».

Nessuna linea divisiva tra alleati europei

Nel confronto con gli altri partner occidentali, Meloni ha escluso letture conflittuali, invitando a non interpretare le iniziative dei singoli Paesi europei come segnali di divisione.
«Non farei l’errore di leggere quello che stanno facendo gli altri Paesi europei come una volontà divisiva», ha affermato, ricordando che la Nato ha già riconosciuto formalmente l’Artico come area strategica.
Proprio per questo, secondo la premier, il confronto deve restare unitario: «Il dibattito va fatto all’interno della Nato, anche per evitare di muoversi in ordine sparso». Una linea in sintonia con quanto dichiarato nei giorni scorsi dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito poco credibile l’ipotesi di piccoli contingenti nazionali inviati separatamente in Groenlandia.

I toni degli Stati Uniti e il rischio escalation

Quanto alle prese di posizione americane, accompagnate dalla minaccia di nuovi dazi verso chi dovesse ostacolare le mosse statunitensi sulla Groenlandia, Meloni ha invitato a leggerle come un segnale politico.
«Conosciamo i metodi assertivi del presidente americano. Credo sia un modo per segnalare con maggiore forza una problematica reale», ha osservato.
La premier ha però escluso scenari militari: «Ritengo molto difficile un intervento militare di terra. La questione è politica e politicamente verrà risolta, anche con un impegno maggiore di tutti». Resta condivisa, ha aggiunto, la consapevolezza che «l’Artico è strategico non solo per gli Stati Uniti, ma anche per noi e per l’Europa».

Medio Oriente, il ruolo italiano e il nodo Gaza

Nel corso della missione, Meloni ha affrontato anche il dossier Medio Oriente, soffermandosi sul possibile coinvolgimento italiano nel board of peace per Gaza.
«Stiamo ancora attendendo le decisioni definitive», ha chiarito, spiegando che al momento è stato presentato solo il livello esecutivo dell’organismo, mentre manca ancora quello politico.
In ogni caso, l’Italia conferma la propria disponibilità: «Siamo pronti ad avere un ruolo di primo piano nella realizzazione del piano di pace per il Medio Oriente, che consideriamo un’occasione unica in un contesto molto complesso e fragile».

Iran, la linea della de-escalation e del dialogo

Sul fronte iraniano, la presidente del Consiglio ha ribadito la linea italiana improntata a prudenza e dialogo.
«Dobbiamo lavorare per una de-escalation. È quello che l’Italia continua a fare», ha detto, condannando al tempo stesso la repressione interna.
«Voglio ribadire la mia solidarietà al popolo iraniano e a chi manifesta legittimamente per i propri diritti. Manifestare non può essere pagato con la vita», ha affermato, chiedendo a Teheran di garantire l’incolumità dei cittadini e mantenendo come obiettivo finale il ritorno a negoziati sul dossier nucleare.
Conclusa la tappa giapponese, la missione della premier prosegue in Corea del Sud, dove a Seul è in programma l’incontro con il presidente Lee Jae Myung.

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