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Groenlandia, l’ultima follia di Trump: “Senza Nobel non penso più alla pace”

Pubblicato: 19/01/2026 10:49

«Poiché il vostro Paese ha deciso di non assegnarmi il Premio Nobel per la Pace, nonostante abbia contribuito a fermare più di otto guerre, non mi sento più tenuto a pensare esclusivamente alla pace». È l’incipit di una lettera inviata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, ottenuta da Bloomberg, che chiarisce il legame diretto tra il mancato Nobel e le minacce sulla Groenlandia.
Nel documento, Trump arriva a sostenere che «il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia», collegando esplicitamente la questione del premio alla sua linea sempre più assertiva sull’isola artica.

Il Nobel come spartiacque politico

Nella lettera, il presidente americano afferma che il mancato riconoscimento gli consente ora di cambiare approccio: «Non avendo ricevuto il premio non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace, anche se questa rimarrà sempre un obiettivo predominante, ma ora posso pensare a ciò che è giusto e opportuno per gli Stati Uniti d’America».
Un passaggio che suona come una rottura simbolica rispetto alla retorica diplomatica tradizionale e che rafforza l’idea di una politica estera sempre più orientata alla forza e all’interesse nazionale.
Va ricordato, tuttavia, che il Premio Nobel per la Pace non è assegnato dal governo norvegese, bensì da un comitato indipendente, che per il 2025 ha deciso di conferire il riconoscimento alla leader dell’opposizione venezuelana Maria Corina Machado.

Groenlandia, attacco alla Danimarca

Nella missiva, Trump prende di mira anche la Danimarca, sostenendo che Copenaghen non sarebbe in grado di difendere la Groenlandia da potenze come Russia e Cina.
«La Danimarca non può proteggere la Groenlandia, e comunque perché dovrebbe avere un diritto di proprietà?», scrive il presidente.
Secondo Trump, non esisterebbero basi storiche solide per la sovranità danese sull’isola:
«Non esistono documenti scritti, è solo che centinaia di anni fa una nave vi approdò, ma anche noi avevamo navi che vi approdavano». Un’affermazione che riapre in modo esplicito il dossier sulla legittimità del controllo territoriale della Groenlandia e che alimenta ulteriormente le tensioni diplomatiche nell’area artica.

Nato e rivendicazioni americane

Trump lega infine la questione groenlandese al ruolo degli Stati Uniti nell’Alleanza Atlantica.
«Ho fatto più di chiunque altro per la Nato sin dalla sua fondazione e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti», scrive nella lettera.
Un messaggio che rafforza la pressione sugli alleati europei e che inserisce la Groenlandia in un quadro più ampio di rivendicazioni strategiche, dove sicurezza, prestigio internazionale e interessi geopolitici vengono presentati come elementi inseparabili.
La lettera rappresenta così un ulteriore segnale della radicalizzazione del linguaggio politico di Trump, con l’Artico e la Groenlandia sempre più al centro di uno scontro che va ben oltre la dimensione simbolica del Premio Nobel per la Pace.

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