Vai al contenuto

Disastro treni Spagna, bimba di 6 anni trovata a vagare sola sui binari: “La sua famiglia sterminata”

Pubblicato: 20/01/2026 11:12

Il silenzio della notte spagnola è stato spezzato dal fragore del metallo e dalle grida, in quella che si configura come una delle più spaventose catastrofi su rotaia degli ultimi decenni. Il bilancio, seppur provvisorio, è drammatico: sono 40 le vittime del deragliamento di tre vagoni finiti poi in un terrapieno, un numero che rischia di crescere data la presenza di 37 dispersi e oltre cento feriti. Tra le macerie di un disastro che ha portato alla proclamazione di tre giorni di lutto nazionale, emerge la storia incredibile di una bambina di soli sei anni.

La piccola è stata individuata da due agenti della Guardia Civil mentre vagava nel buio, sola e in stato di shock, dopo essere riuscita a liberarsi autonomamente dalle lamiere di uno dei convogli anteriori del treno Alvia, coinvolto nella fatale collisione frontale con un treno Iryo sulla tratta Malaga-Madrid. Le parole dei soccorritori restituiscono la crudeltà del destino: “È l’unica superstite della famiglia – spiegano dalla guardia civil -. I genitori, il fratello e il parente che era con lei sono tutti morti nello scontro. Lei è rimasta miracolosamente illesa”.

Indagini tecniche e soccorsi nel cuore della tragedia

Mentre il centro sociale Al Hogar del Pensionista accoglie i familiari distrutti dal dolore, assistiti dagli psicologi della Croce Rossa e dalla solidarietà degli abitanti di Adamuz, gli inquirenti tentano di dare una spiegazione logica a un evento definito “strano” dalle autorità. Il fulcro dell’inchiesta, coordinata dal Ministero dei Trasporti, riguarda quei venti secondi fatali trascorsi tra il deragliamento del primo convoglio e l’impatto con il secondo. Il ministro Puente ha parlato apertamente di “circostanze sfortunate”, sottolineando come un solo minuto di differenza nel passaggio dell’Alvia avrebbe potuto evitare la strage. Il deragliamento è avvenuto su un tratto rettilineo recentemente rinnovato, rendendo ancora più oscuro il motivo del cedimento.

Le operazioni di recupero si preannunciano lunghissime e complesse; i tecnici stanno valutando di sezionare i vagoni per accedere ai punti più compressi delle carrozze. In questo scenario apocalittico, circa 15 medici forensi lavorano senza sosta nell’Istituto di Anatomia Forense, cercando di dare un nome ai corpi recuperati. La Spagna torna a rivivere l’incubo di Santiago di Compostela del 2013, aprendo una pagina giudiziaria che si preannuncia tra le più difficili e dolorose della storia recente.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure