
Con il nulla osta della Russia, prende ufficialmente il via il primo incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia per discutere garanzie di sicurezza e aspetti economici legati al tentativo di arrivare alla fine della guerra in Ucraina. Il vertice si tiene ad Abu Dhabi e rappresenta un passaggio inedito dopo anni di ostilità e contatti indiretti.
L’intesa sul formato della riunione è stata raggiunta nel corso dei colloqui avvenuti al Cremlino nella notte di giovedì 22 gennaio. A confermarlo ufficialmente è stato il consigliere presidenziale russo Jurij Ushakov, al termine di un incontro durato tre ore e mezza tra il presidente Vladimir Putin e una delegazione statunitense.
Per la parte russa, oltre a Putin, hanno preso parte ai colloqui Jurij Ushakov, consigliere diplomatico del Cremlino, e Kirill Dmitriev, rappresentante speciale per la cooperazione economica internazionale. Una composizione che segnala l’intreccio tra sicurezza geopolitica e dossier economici.

Sul fronte americano, la delegazione era guidata dall’inviato speciale del presidente Steve Witkoff. Con lui anche Jared Kushner, imprenditore e genero di Donald Trump, e, per la prima volta in questo tipo di contesto, il senior advisor della Casa Bianca Josh Gruenbaum, esperto di negoziati economici e finanziari.
«Russia e Stati Uniti hanno concordato che il 23 gennaio ad Abu Dhabi si terrà la prima riunione del gruppo di lavoro trilaterale Russia-Usa-Ucraina sulle questioni di sicurezza», ha dichiarato Ushakov ai giornalisti. Un annuncio che certifica l’avvio di un canale di dialogo formale, seppur ancora preliminare.
Secondo fonti diplomatiche, sul tavolo del vertice non ci saranno solo i temi militari, ma anche incentivi economici, ricostruzione e possibili meccanismi di garanzia per una futura stabilizzazione dell’area. Un approccio che riflette la strategia americana di affiancare alla pressione politica una diplomazia transazionale.

L’incontro di Abu Dhabi viene letto come un primo test per verificare la disponibilità reale delle parti a esplorare una soluzione negoziata. Restano però forti le distanze su questioni chiave come i territori occupati, il ruolo della NATO e le sanzioni internazionali contro Mosca.
Nel frattempo, il dibattito politico in Europa resta acceso. Il premier ungherese Viktor Orbán ha attaccato duramente alcuni partner dell’Unione Europea, sostenendo che «ci sono Paesi Ue che non vogliono davvero la fine della guerra», perché politicamente e strategicamente interessati al prolungamento del conflitto.
Il vertice trilaterale non segna ancora una svolta, ma rappresenta un segnale politico rilevante: per la prima volta dopo anni, Russia, Ucraina e Stati Uniti siedono allo stesso tavolo, anche se con aspettative e obiettivi diversi. Da Abu Dhabi potrebbe partire un percorso fragile, ma potenzialmente decisivo per il futuro del conflitto.
Aggiornamento da Abu Dhabi: il Cremlino smentisce incontri informali
Il Cremlino non ha confermato che questa mattina ad Abu Dhabi si siano già svolti incontri informali tra le delegazioni di Ucraina, Russia e Stati Uniti, in vista dei negoziati ufficiali previsti in serata. L’indiscrezione è stata riportata da Sky News, che ha citato fonti ucraine, ma da Mosca è arrivata una presa di distanza. Il portavoce della presidenza russa Dmitry Peskov ha infatti dichiarato di non avere informazioni in merito, limitandosi a rispondere: «No, non lo so», secondo quanto riferito dall’agenzia Tass.
Nel frattempo è confermata la partecipazione russa ai colloqui negli Emirati Arabi Uniti. Il presidente Vladimir Putin ha autorizzato l’invio di una delegazione ufficiale guidata dall’ammiraglio Igor Kostyukov, capo dell’intelligence militare. In parallelo, l’inviato per gli investimenti Kirill Dmitriev incontrerà separatamente l’inviato americano Steve Witkoff per discutere di questioni economiche. Oltre a Witkoff, è prevista la presenza di Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, e di Dan Driscoll, segretario alla Difesa.
La delegazione ucraina sarà guidata dal segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale Rustem Umerov e comprenderà, tra gli altri, Andriy Gnatov, capo di Stato maggiore delle forze armate ucraine, Kirill Budanov, capo di gabinetto del presidente Volodymyr Zelensky, e David Arakhamia, leader del gruppo parlamentare del partito di maggioranza.


