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Roma, tanta emozione al concerto per ricordare le vittime della Shoah

Pubblicato: 28/01/2026 13:07

In occasione del Giorno della Memoria, il Teatro Ghione di Roma ha ospitato Music in Times of Tragedy, un intenso concerto-racconto dedicato ai compositori ebrei deportati e assassinati durante la Shoah. Un evento capace di unire musica, memoria e testimonianza storica, restituendo voce e dignità artistica a creatori silenziati dall’orrore dell’Olocausto.

Ideato e condotto al pianoforte dal compositore israeliano Amit Weiner, Music in Times of Tragedy ha visto sul palco anche Marco Valabrega al violino, Alessandro Melcangi al clarinetto e Adriano Ancarani al violoncello. Un ensemble che ha dato vita a un percorso sonoro di grande impatto emotivo, capace di attraversare alcune delle pagine più buie del Novecento.

L’iniziativa è stata promossa dalla Fondazione Museo della Shoah, dall’Ambasciata di Israele in Italia, dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania e dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI), con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una collaborazione istituzionale che ha sottolineato il valore civile e culturale della memoria condivisa.

Nato nel 2012 da un’idea di Amit Weiner, il progetto Music in Times of Tragedy è frutto della collaborazione con lo Yad Vashem – Museo dell’Olocausto e con l’Accademia di Musica e Danza di Gerusalemme. Il format unisce esecuzione musicale, narrazione storica e testimonianza emotiva, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva che va oltre il concerto tradizionale.

Il programma ha proposto musiche composte nei ghetti ebraici e nei campi di concentramento nazisti, testimonianza di una straordinaria resistenza spirituale. In un contesto di disumanizzazione totale, questi artisti continuarono a creare, affidando alla musica un ultimo, potentissimo gesto di affermazione umana.

Durante la serata al Teatro Ghione sono state eseguite opere di Mordechai Gebirtig, Erwin Schulhoff, Aldo Finzi, Gideon Klein, Ilse Weber e Hans Krása, inclusa la celebre canzone d’apertura dell’opera Brundibár. Il percorso musicale è stato arricchito dalla lettura di una poesia tratta da Se questo è un uomo di Primo Levi, creando un dialogo profondo tra parola e suono.

Amit Weiner, insignito nel 2023 del Premio del Primo Ministro d’Israele per i compositori, è una figura di primo piano della scena musicale internazionale. Autore di oltre 40 opere, si esibisce regolarmente in prestigiose sale come la Carnegie Hall di New York ed è, dal 2016, Direttore della Divisione di Composizione Interdisciplinare presso l’Accademia di Musica e Danza di Gerusalemme.

Il concerto è stato preceduto da un momento di riflessione collettiva, con gli interventi dell’Ambasciatore di Israele Jonathan Peled, dell’Ambasciatore di Germania Thomas Bagger, del Presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia e della Presidente UCEI Noemi Di Segni. Le loro parole hanno ribadito l’importanza della memoria della Shoah come fondamento di responsabilità civile.

Nel suo intervento, Mario Venezia ha sottolineato come la collaborazione tra istituzioni rappresenti un elemento chiave per trasmettere la memoria alle nuove generazioni, affidandola a un linguaggio universale come quello della musica. Un impegno che unisce educazione, testimonianza e contrasto all’indifferenza, con ringraziamenti alla ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Eugenia Maria Roccella per aver reso possibile l’evento.

Un messaggio forte è arrivato anche dalle dichiarazioni degli ambasciatori e della Presidente UCEI, che hanno richiamato l’urgenza di contrastare antisemitismo, razzismo e odio nel presente. Music in Times of Tragedy si è così confermato non solo come evento culturale, ma come atto civile, capace di trasformare la memoria della Shoah in una responsabilità viva e attuale.

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