
La cosiddetta “tregua del gelo” annunciata da Donald Trump sembra già naufragata. A poche ore dalla comunicazione della Casa Bianca su una sospensione di una settimana degli attacchi aerei russi, l’Ucraina accusa Mosca di aver lanciato un missile balistico e oltre un centinaio di droni contro diverse località del Paese.
Secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare ucraina, nella notte la Russia avrebbe utilizzato un missile Iskander-M e 111 droni d’attacco, colpendo 15 località. Kiev sostiene di averne abbattuti circa 80, ma l’offensiva avrebbe comunque provocato nuovi danni alle infrastrutture civili ed energetiche.
L’annuncio di Trump e lo scetticismo di Kiev
Solo ieri il presidente degli Stati Uniti aveva dichiarato di aver chiesto “personalmente” a Vladimir Putin di fermare per una settimana gli attacchi aerei sulle città ucraine, affermando che il leader russo avrebbe accettato. La Casa Bianca, tuttavia, non ha fornito dettagli sui termini esatti dell’intesa, annunciata alla vigilia dei colloqui diretti tra russi e ucraini previsti negli Emirati Arabi Uniti.
A esprimere forte prudenza è stato William Taylor, ex ambasciatore americano in Ucraina, che ha definito positiva l’ipotesi di una pausa, ma ha sottolineato l’assenza di segnali concreti da parte russa. “Se i russi smettessero davvero di colpire Kiev e le altre città sarebbe un buon primo passo”, ha spiegato, aggiungendo però che “non ci sono indicazioni che facciano sul serio”.
Un inverno armato e la pressione sulla rete energetica
La rottura della tregua arriva mentre sull’Ucraina incombe un’ondata di gelo con temperature previste fino a -30 gradi. Gli attacchi russi contro la rete elettrica hanno già causato blackout a rotazione, lasciando ampie fasce della popolazione senza riscaldamento e acqua corrente.
Le autorità ucraine parlano apertamente di “militarizzazione dell’inverno”, una strategia che punta a fiaccare la resistenza civile colpendo impianti energetici e servizi essenziali. Secondo Taylor, una vera sospensione dei bombardamenti sulle infrastrutture potrebbe rappresentare un’ancora di salvezza per milioni di persone, ma solo se accompagnata da impegni verificabili.
Anche il presidente Volodymyr Zelensky ha espresso l’auspicio che la pausa annunciata entri realmente in vigore, scrivendo su X che misure di de-escalation potrebbero favorire un progresso concreto verso la fine della guerra.
We are communicating with our partners – with the American side – about truly effective formats and truly necessary results.
— Volodymyr Zelenskyy / Володимир Зеленський (@ZelenskyyUa) January 29, 2026
Ukraine is ready for meetings, Ukraine is ready for decisions, and we expect our partners to be able to act as effectively as possible – in Europe, in… pic.twitter.com/vmvVIK52rs
Diplomazia in movimento e negoziati negli Emirati
Sul fronte diplomatico, l’inviato speciale Usa Steve Witkoff ha parlato di “molti progressi” nei colloqui in corso, citando accordi sulla sicurezza e sulla futura prosperità dell’Ucraina. Resta però una discrepanza tra le valutazioni americane e quelle di Kiev: mentre Witkoff parla di intese ancora in via di definizione, Zelensky ha descritto il capitolo sicurezza come già “pronto al 100 per cento”.
Parallelamente prende forma anche un ambizioso piano di ricostruzione da circa 800 miliardi di dollari, che potrebbe segnare una svolta storica, ma che resta strettamente legato all’andamento del conflitto sul campo.
Per ora, però, la realtà è segnata da nuovi attacchi e dal fallimento immediato della tregua annunciata, con l’Ucraina costretta ad affrontare un altro inverno sotto le bombe.
Mosca conferma la tregua fino al 1° febbraio
Attorno alle 12 ora italiana è però arrivata la conferma ufficiale del Cremlino. Sospesi gli attacchi contro l’Ucraina fino a domenica 1° febbraio, decisa dopo la richiesta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per favorire un clima più disteso in vista dei negoziati di pace. A ribadirlo è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, si legge nella nota ufficiale di Palazzo Chigi, citato dall’agenzia russa Ria Novosti, precisando che Mosca ha accettato di astenersi dalle operazioni militari per creare condizioni più favorevoli al dialogo diplomatico. Una presa di posizione che, almeno sul piano formale, rafforza l’ipotesi di una pausa temporanea delle ostilità, mentre restano alte le aspettative internazionali sull’esito dei prossimi colloqui.


