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“La sua ultima volta in tv”. Maria Rita Parsi, il ricordo struggente

Pubblicato: 02/02/2026 12:21

L’ultima volta che Maria Rita Parsi è apparsa in televisione aveva lo stesso tono fermo e partecipe che l’ha accompagnata per tutta la vita. Pochi giorni prima della sua morte improvvisa, la psicologa e psicoterapeuta era seduta in uno studio tv a parlare di violenza, fragilità e responsabilità degli adulti, temi che hanno attraversato l’intero suo percorso umano e professionale. Nessun segnale di cedimento, nessun accenno a problemi di salute: solo la consueta lucidità di chi, fino all’ultimo, ha sentito il dovere di intervenire nel dibattito pubblico per difendere i più deboli. La notizia della sua scomparsa, avvenuta oggi 2 febbraio all’età di 78 anni a causa di un malore improvviso, ha reso quella presenza televisiva una sorta di testamento civile.
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Nata a Roma il 5 agosto 1947, Maria Rita Parsi è stata una delle figure più autorevoli in Italia nella tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Psicologa, psicoterapeuta e psicopedagogista, ha saputo coniugare attività clinica, ricerca scientifica, divulgazione e impegno istituzionale, diventando un riferimento stabile non solo per gli addetti ai lavori ma anche per il grande pubblico televisivo, che l’ha seguita per anni nei principali programmi di approfondimento.

L’ultima presenza in studio e l’impegno fino all’ultimo

L’ultima apparizione televisiva di Maria Rita Parsi risale alla fine di gennaio 2026, quando è stata ospite di Storie al bivio, il programma condotto da Monica Setta. In quell’occasione aveva affrontato il caso di femminicidio di Federica Torzullo, avvenuto ad Anguillara Sabazia, analizzando le dinamiche psicologiche e sociali che spesso precedono la violenza estrema. Un intervento misurato ma incisivo, in cui aveva ribadito l’importanza della prevenzione, dell’educazione emotiva e dell’ascolto, soprattutto quando si parla di minori e contesti familiari fragili.

Quella partecipazione televisiva ha confermato come la psicoterapeuta fosse attiva fino all’ultimo, nonostante una carriera lunga e intensa. Solo pochi giorni dopo, la notizia della sua morte ha colto di sorpresa colleghi, spettatori e conduttori che avevano appena condiviso con lei uno spazio di riflessione pubblica. Durante la diretta di Storie Italiane, Eleonora Daniele ha ricordato come Maria Rita Parsi non fosse malata, sottolineando il carattere improvviso della scomparsa: «Era una di famiglia, dava gioia, ci mancherà tanto». Parole che restituiscono il legame umano, oltre che professionale, che Parsi aveva costruito anche con il mondo televisivo.

Dalla televisione alle istituzioni

La presenza costante in tv non è mai stata, per Maria Rita Parsi, fine a se stessa. Ogni intervento mediatico era parte di una strategia più ampia di sensibilizzazione sui diritti dei bambini e degli adolescenti. Fondatrice della Scuola Italiana di Psicoanimazione (Sipa) e presidente della Fondazione Movimento Bambino Onlus, ha promosso per decenni una cultura della protezione dell’infanzia fondata su conoscenza scientifica e responsabilità collettiva.

Parallelamente, il suo ruolo nelle istituzioni è rimasto centrale fino agli ultimi anni. Dal 2021 faceva parte del gruppo di lavoro del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la Child Guarantee, il programma europeo contro la povertà minorile. Dal 2020 era membro esperto dell’Osservatorio nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, contribuendo all’elaborazione di politiche pubbliche a tutela dei minori. In ambito internazionale, nel 2012 era stata eletta al Comitato ONU per i Diritti del Fanciullo, con sede a Ginevra, incarico che l’ha vista impegnata nel monitoraggio dell’applicazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Libri, divulgazione e riconoscimenti

Oltre alla televisione e all’attività istituzionale, Maria Rita Parsi ha lasciato un segno profondo attraverso la scrittura. Autrice di oltre cento pubblicazioni, ha affrontato temi complessi come abusi, pedofilia e disagio giovanile in testi diventati punti di riferimento, tra cui Le mani sui bambini, S.O.S. Pedofilia e Maladolescenza. Quello che i figli non dicono. Il suo lavoro è stato riconosciuto con numerosi premi, dal titolo di Cavaliere al merito della Repubblica al Premio Nazionale Paolo Borsellino, fino al Premio Hemingway e a Eccellenza Donna.

La sua ultima apparizione in tv, oggi riletta alla luce della scomparsa, assume il valore di un messaggio finale: continuare a parlare di infanzia, responsabilità e protezione dei più fragili senza abbassare lo sguardo. Un impegno che Maria Rita Parsi ha onorato fino all’ultimo giorno, davanti alle telecamere come nelle istituzioni, lasciando un’eredità culturale destinata a durare nel tempo.

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