
Un tram storico che taglia la notte di Milano, gente comune, musicisti e atleti: poi un gesto semplicissimo, quasi da film. Un uomo si china, raccoglie un peluche caduto a terra e sorride.
Solo alla fine si capisce il colpo di scena: al posto di guida non c’è un tranviere qualunque, ma Valentino Rossi. E quel passeggero “normale” che ha appena recuperato il giocattolo è il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un’anticipazione narrativa che ha acceso la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali Milano‑Cortina 2026.

Il tram-spot che ha incollato tutti allo schermo
Tra le sorprese della serata olimpica, il video proiettato prima dell’ingresso ufficiale delle autorità è stato quello più chiacchierato. L’idea è semplice e furba: raccontare una città vera, senza troppi effetti speciali, e farlo con un simbolo riconoscibile come il tram numero 26, scelto non a caso come richiamo all’anno olimpico.
A bordo si mescolano volti e mondi: cittadini, musicisti dell’Orchestra del Teatro alla Scala, atleti con l’attrezzatura da sci. In mezzo, quasi nascosto tra i passeggeri, appare Mattarella, inizialmente di spalle. Poi il dettaglio che fa centro: il Presidente che raccoglie un peluche caduto a una bambina. Quando il tram arriva al capolinea davanti allo San Siro, l’autista si gira: è Rossi, in uniforme.
Insieme verso i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 🇮🇹 pic.twitter.com/NmJ28zcVUP
— Quirinale (@Quirinale) February 6, 2026
Valentino Rossi “tranviere” per un giorno: la frase che ha fatto il giro del web
Il risultato è un momento caldo, pop, molto italiano: istituzione e sport, quotidianità e grande evento nello stesso fotogramma. E a spiegare l’effetto, con parole dirette, è stato lo stesso campione.
«Divertente, vero? Ma che emozione girare quel video con il Presidente! Io che guido il tram in divisa, gli orchestrali della Scala e gli sciatori salgono a bordo. E all’improvviso, ecco lui tra i passeggeri. Poi noi due che restiamo da soli, ci salutiamo», racconta Rossi in un’intervista a La Repubblica.
“È successo in segreto”: il retroscena pazzesco svelato dopo
Dietro la leggerezza del filmato, però, c’è un dettaglio che cambia tutto: è stato preparato lontano dai riflettori. Nessuna indiscrezione, nessun “leak” prima della messa in onda. E non è un caso.
In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e riportata da varie testate italiane, Rossi ha ricostruito come è nata la sua partecipazione al video, sottolineando che “era importante che non si sapesse nulla prima della messa in onda”.

La scena con Mattarella: pochi minuti, ma memorabili
Il video è stato girato il 2 febbraio scorso, in gran segreto: alcune scene furono realizzate con controfigure, poi toccò a Rossi e a Mattarella registrare il momento chiave. Rossi ha raccontato di essersi presentato sul set in anticipo, vestito con la divisa completa da autista, e di aver trovato il Presidente in “grande forma”.
Il punto, dice Rossi, non è solo l’eccezionalità dell’incontro: è quella sensazione difficile da spiegare a parole, che lui stesso chiama “una certa aura”. E poi il momento che resta impresso, senza bisogno di effetti speciali: “Il momento in cui il Presidente si avvicina, mi tende la mano, mi ringrazia di averlo trasportato sino a San Siro, è stato davvero speciale”.
Perché quell’immagine ha funzionato (anche fuori dall’Italia)
La forza dello spot è tutta in una scelta: puntare sull’umanità, non sulla retorica. Un tram storico che attraversa luoghi iconici di Milano, una notte quasi sospesa, musica e sport che si intrecciano con la vita quotidiana. E due volti che, insieme, raccontano un pezzo di Paese.
La risposta del pubblico è stata immediata: oltre due miliardi di spettatori nel mondo hanno assistito alla cerimonia e alla proiezione del filmato, tra ovazioni e commenti entusiasti. Per molti, quel gesto semplice di Mattarella e la presenza di Valentino Rossi hanno acceso un messaggio chiaro: unità, normalità, e un’Italia che sa ancora sorprendere con poco.


