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Sabotaggio ai treni, arriva la rivendicazione degli anarchici: «Fuoco alle Olimpiadi e a chi le produce»

Pubblicato: 09/02/2026 18:33

La rivendicazione è arrivata a pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali e riguarda i sabotaggi alle linee ferroviarie di Bologna e Pesaro, avvenuti nella giornata di sabato scorso. A firmare il documento sono stati movimenti anarchici, ora al centro dell’attenzione degli investigatori.

Nel testo, attualmente al vaglio degli specialisti dell’Antiterrorismo, si legge una dura critica ai pacchetti sicurezza, definiti strumenti di repressione sistematica e di soffocamento del dissenso. Secondo gli autori, le forme di protesta legali e dichiarate non sarebbero più efficaci nel contesto politico e sociale attuale.

Gli anarchici sostengono che anche le tradizionali manifestazioni di piazza abbiano perso incisività, rendendo necessario, a loro dire, il ricorso a clandestinità, decentralizzazione del conflitto, autodifesa e sabotaggio. Un’escalation rivendicata come risposta a quello che definiscono un «sistema di morte e sfruttamento».

Nel documento viene ricostruita la dinamica degli eventi, sottolineando come siano state tre le linee ferroviarie sabotate, con blocchi prolungati fino al pomeriggio e pesanti ripercussioni sulla circolazione ferroviaria e sui viaggiatori.

Ampio spazio è dedicato al collegamento con gli attacchi avvenuti in Francia. Gli anarchici ricordano che due anni fa, in concomitanza con l’inaugurazione delle Olimpiadi di Parigi, furono colpite cinque infrastrutture della rete LGV, causando la cancellazione di circa un quarto dei treni e gravi disagi tra il 26 e il 28 luglio.

Viene citata anche la rivendicazione francese di allora, che definiva i Giochi Olimpici come una celebrazione del nazionalismo e uno strumento per sperimentare controllo poliziesco delle masse e sorveglianza degli spostamenti, mascherati da evento sportivo globale.

Nel testo si torna poi sulle leggi speciali approvate in Francia prima delle Olimpiadi 2024, come la Loi sécurité globale e la Loi olympique, che consentiva l’uso di algoritmi di riconoscimento facciale durante l’evento. Un modello che, secondo gli anarchici, sarebbe stato replicato anche in Italia.

Viene infatti citato il nuovo pacchetto sicurezza italiano, promulgato il 5 febbraio, che rafforzerebbe strumenti come le zone rosse, il trattenimento fino a 12 ore delle persone ritenute pericolose durante le manifestazioni, l’introduzione del carcere per l’elusione dei controlli di polizia e sanzioni fino a 20mila euro per i cortei non autorizzati.

Infine, l’attacco diretto al governo Meloni, dopo gli scontri seguiti al corteo di Milano concluso con incidenti al Corvetto. Nel documento si denuncia la narrazione secondo cui «chi manifesta contro le Olimpiadi è nemico dell’Italia» e si paragona l’uso propagandistico dei Giochi a esempi storici come le Olimpiadi di Berlino del 1936, definite una maschera perfetta di distrazione e consenso.

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