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Crans-Montana, furia e lacrime contro i coniugi Moretti: “Avete ucciso i nostri figli, la pagherete cara”

Pubblicato: 12/02/2026 09:37

Un clima di tensione crescente, urla che si accavallano, pianti incontenibili e accuse gridate a pochi centimetri di distanza: l’arrivo dei coniugi Moretti è stato accolto da una violenta contestazione da parte delle famiglie delle vittime, che si sono avvicinate improvvisamente ai due con l’intenzione di chiedere spiegazioni e soprattutto giustizia. In pochi istanti la situazione è degenerata in confusione e pressione fisica, con i parenti che hanno circondato Jacques e Jessica urlando e piangendo senza voler ascoltare le loro parole. I due hanno provato a difendersi sostenendo che risponderanno davanti alla giustizia, ma la folla non ha voluto sentire ragioni, esasperata anche dalle dichiarazioni rese negli ultimi giorni durante gli interrogatori. Il momento più delicato si è consumato quando alcuni familiari, tra cui i fratelli e il padre di un ragazzo morto nella tragedia, si sono fatti largo fino a pochi passi da loro: uno dei fratelli è minorenne, tutti erano in lacrime e visibilmente sconvolti. L’impatto emotivo è stato tale da trasformare l’ingresso dei due in un vero assedio umano, con telecamere e persone strette attorno, senza che nessuno riuscisse a ristabilire subito ordine e distanza.

Jacque Moretti, lo scontro con i parenti delle vittime del Constellation: poi l’incontro a sorpresa

Le urla si sono concentrate soprattutto su Jacques Moretti, che proprio ieri durante il suo interrogatorio ha negato ogni responsabilità, posizione che ha alimentato la rabbia dei presenti. Di fronte alla pressione crescente, i due hanno cercato riparo all’interno dell’aula, muovendosi rapidamente mentre la ressa continuava a stringersi. Jessica, visibilmente scossa, si è seduta a terra mentre il marito la abbracciava per proteggerla, segno di uno stato di forte paura percepito anche dai presenti. Nonostante la concitazione, non c’è stato l’intervento immediato della polizia, e per alcuni minuti i coniugi sono rimasti letteralmente inghiottiti dalla folla, dalle telecamere e dall’agitazione dei parenti, in una scena caotica che ha reso evidente la profondità del dolore e della tensione accumulati.

In apertura della sua audizione l’uomo ha voluto lanciare un messaggio: «Chiedo scusa alle famiglie, nessun genitore dovrebbe vivere questa tragedia, non penso ad altro». Ed è stato lui ad avvicinarsi alla madre delle due ragazze che si trovano ancora in ospedale. La donna, dopo l’imbarazzo, ha accettato l’incontro. Immediatamente i tre sono stati portati in un’aula riservata, dove hanno potuto parlare con tranquillità. «E’ stato un miracolo, ovviamente non posso dire che cosa si sono detti ma è stato un incontro di grande intensità, umanità e semplicità, per quanto mi riguarda è stata un’emozione come mai ho vissuto nella mia vita», racconta Sébastien Fanti, avvocato di Micheloud che assieme ai legali dei Moretti hanno fatto da angeli custodi in quei lunghi 30 minuti.

«E’ la prima volta – aggiunge Yael Hayat, avvocata di Jessica Moretti – che i coniugi Moretti hanno la possibilità di ascoltare e di dire delle cose alle vittime. Vivono la sofferenza in un isolamento totale e oggi per la prima volta una madre di due ferite ha voluto parlare loro ed è stato un momento molto importante perché le due parti hanno bisogno di ascoltarsi e parlarsi ed è l’inizio di una forma di resilienza». L’incontro ha emozionato molti, ma non è piaciuto a tutti.

«Io i Moretti li incontrerei, non gli direi nulla perché a volte il silenzio vale più di mille parole», commenta Umberto Marcucci, il padre di Manfredi, 16enne romano ricoverato all’ospedale Niguarda di Milano dopo le ferite e le ustioni riportate nella strage di Crans-Montana. «Che una vittima si incontri con i Moretti non è un problema, ma non c’è bisogno di mediatizzare l’evento, questo ha fatto molto male ai miei clienti», dice duramente l’avvocato Romain Jordan, che rappresenta molte famiglie delle vittime del Constellation. 

Attesa per l’interrogatorio di Jessica Moretti

La mattinata giudiziaria entra ora nella sua fase decisiva: alle nove è previsto l’interrogatorio di Jessica Moretti, chiamata a rispondere alle domande dei legali delle vittime, che sono oltre cinquanta e che nel corso della giornata avranno la possibilità di intervenire. Sarà un passaggio cruciale per chiarire la posizione della donna e per capire quale linea difensiva intenda seguire dopo le dichiarazioni rese finora dal marito. L’atmosfera resta carica di aspettativa e tensione, perché le famiglie attendono risposte che finora non ritengono di aver ricevuto, mentre i due coniugi si preparano ad affrontare un confronto giudiziario destinato a pesare non solo sul processo, ma anche sul clima emotivo che circonda l’intera vicenda.

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Ultimo Aggiornamento: 12/02/2026 11:57

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