
Il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Orazio Russo, morto oggi all’età di 52 anni dopo una lunga malattia. Nato a Misterbianco, l’ex attaccante siciliano ha legato indissolubilmente la propria carriera al Calcio Catania, di cui è stato uno dei simboli più rappresentativi.
Russo è ricordato come l’unico calciatore ad aver indossato la maglia rossazzurra nelle quattro categorie professionistiche, in quattro periodi differenti, incarnando un legame profondo e duraturo con il club etneo.
Una vita in rossazzurro, dentro e fuori dal campo
Conclusa la carriera da calciatore proprio con il Catania, il suo rapporto con la società non si è mai interrotto. Dal 2010 al 2014 ha ricoperto il ruolo di team manager, per poi diventare responsabile tecnico del progetto scuole calcio, allenatore delle giovanili, vice della prima squadra e tecnico delle formazioni Berretti e Under 17.
Dalla stagione 2022/23 era responsabile del settore giovanile, continuando a lavorare con i giovani talenti e trasmettendo i valori del club che aveva rappresentato per tutta la vita sportiva.
La carriera tra Serie A e i ritorni a Catania
Esterno d’attacco, Russo esordì in Serie A a 20 anni con il US Lecce il 29 agosto 1999 in Lecce-Milan, partita vinta dai rossoneri 1-0, nella quale si trovò di fronte anche Paolo Maldini.
Dopo tre stagioni in giallorosso, iniziò un percorso ricco di esperienze e ritorni: SPAL, Savoia, Acireale Calcio, ancora Catania, poi Calcio Padova, AC Perugia Calcio, Gela Calcio e infine l’ultimo ritorno in rossazzurro nel 2010, a 36 anni.
Il 16 maggio di quell’anno il club gli concesse un addio simbolico: entrò in campo al posto di Giuseppe Mascara contro il Genoa, indossando anche la fascia di capitano, a oltre 18 anni dal debutto con la stessa maglia. Un gesto che suggellò una carriera segnata da appartenenza, fedeltà e amore per il Catania.


