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Bimbo in attesa di cuore: i silenzi dell’ospedale, per un mese ha taciuto sul trapianto

Pubblicato: 15/02/2026 08:36

Una possibile svolta per il bambino di Nola ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo il trapianto di cuore fallito del 23 dicembre potrebbe arrivare da Milano. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, si valuta l’ipotesi di un cuore meccanico, un dispositivo artificiale in grado di sostituire temporaneamente la funzione cardiaca e offrire più tempo rispetto all’Ecmo, il macchinario che oggi tiene in vita il piccolo ma che non può essere utilizzato ancora a lungo.

A promuovere i primi contatti è stato Giovanni Gravili, fondatore dell’associazione «Nodi d’Amore», che ha messo in collegamento la famiglia con un trapiantologo dell’Ospedale Niguarda, unico specialista in Italia nel campo del cuore meccanico per pazienti adulti. «Quando è arrivata la richiesta di aiuto ho provato a costruire un ponte tra la famiglia e un medico che conosco», ha spiegato Gravili, sottolineando però la necessità di esaminare prima tutte le cartelle cliniche.

L’ospedale milanese ha confermato di avere le competenze tecniche e scientifiche per affrontare situazioni di questo tipo, ma ha precisato che al momento non è stata presentata alcuna richiesta formale. Il primario coinvolto si sarebbe comunque detto disponibile a valutare la documentazione per verificare se esistano le condizioni per l’impianto del dispositivo cardiaco artificiale, che rappresenterebbe una soluzione ponte in attesa di un eventuale nuovo trapianto.

Parallelamente, prosegue l’inchiesta sulle cause del fallimento dell’intervento del 23 dicembre. Come ricostruito da la Repubblica, uno dei punti centrali riguarda i tempi della comunicazione: il Monaldi avrebbe segnalato il congelamento dell’organo al Centro Nazionale Trapianti solo il 21 gennaio, quasi un mese dopo l’operazione. I protocolli prevedono invece che gli «eventi avversi» vengano comunicati entro 24 ore.

Il giorno del trapianto era stata trasmessa a Roma soltanto la notizia del fallimento dell’intervento, senza specificare le cause. A far scattare un audit interno sarebbe stato l’esposto presentato l’11 gennaio dall’avvocato della famiglia. Un passaggio che ora pesa nell’indagine, soprattutto alla luce della classificazione dell’evento come rischio 5, il livello più grave.

Secondo la ricostruzione, l’équipe partita da Napoli per il prelievo dell’organo a Bolzano si sarebbe accorta, una volta arrivata, che nel contenitore non vi era ghiaccio sufficiente per garantire una conservazione sicura. Sarebbe stato quindi richiesto ghiaccio aggiuntivo al personale locale. Al rientro al Monaldi, però, il cuore risultava in parte congelato, compromettendo la funzionalità dell’organo.

Nonostante ciò, l’intervento di espianto del cuore malato del bambino era già iniziato e non era più possibile tornare indietro. Il trapianto è stato comunque eseguito, ma l’organo non ha mai funzionato. L’audit interno ha indicato come possibili cause problemi organizzativi, aprendo interrogativi pesanti sulla gestione del trasporto e sulle verifiche effettuate prima dell’impianto.

Sul futuro del piccolo emergono pareri medici divergenti. Secondo quanto riferito dalla madre al Quotidiano Nazionale, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù avrebbe ritenuto il bambino non più trapiantabile. Il Monaldi sostiene invece il contrario: un primario dell’ospedale campano si sarebbe detto disponibile a eseguire un nuovo intervento, opponendosi fermamente alla valutazione dei colleghi romani. Lo stesso chirurgo risulta tra gli indagati.

Intanto la situazione clinica resta gravissima. Il bambino è collegato all’Ecmo da oltre 50 giorni e una Tac recente ha evidenziato ematomi al cervello. La madre, però, non intende arrendersi: racconta di aver appreso dai giornali che l’organo era arrivato danneggiato e ribadisce la volontà di lottare fino all’ultimo. «Non mollo e non mollerò mai», ha dichiarato, mentre il tempo stringe e la ricerca di una soluzione – tra cuore meccanico, nuovo trapianto e valutazioni cliniche urgenti – diventa una corsa contro i minuti.

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