Matteo Salvini si oppone alla Supercoppa italiana in Arabia Saudita

L’Arabia Saudita non rappresenta certo un baluardo dei diritti umani e soprattutto dei diritti delle donne. Così, la finale tra Juventus e Milan di Supercoppa italiana si è trasformata in un caso politico, con il Ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha chiaramente espresso la sua opinione dichiarando che non guarderà la partita. Anche le forze di opposizione si sono posizionate sulla sua stessa lunghezza d’onda.

La finale di Supercoppa in Arabia Saudita

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiaramente dichiarato la sua opinione in merito alla finale di Supercoppa italiana che si disputerà il prossimo 16 gennaio al King Abdullah Sports City Stadium di Gedda, in Arabia Saudita.

Matteo Salvini si è così espresso in merito: “Il fatto che la Supercoppa italiana si giochi in un Paese islamico dove le donne non possono andare allo stadio se non sono accompagnate dagli uomini è una tristezza, è una schifezza. (…) Io quella partita non la guardo“. Il motivo delle sue dichiarazioni è che le donne dovranno sedersi in settori distinti da quelli in cui siederanno gli uomini e più lontani dal terreno di gioco.

Matteo Salvini ha detto che no guardreà la finale di Supercoppa italiana in Arabia Saudita

Matteo Salvini

Non si è fatta attendere la replica di Gaetano Miccichè, presidente della Lega Calcio di Serie A che ha risposto a Salvini: “La nostra Supercoppa sarà ricordata dalla storia come la prima competizione ufficiale internazionale a cui le donne saudite potranno assistere dal vivo“. In effetti, è stato permesso da poco tempo (gennaio 2018) l’ingresso allo stadio alle donne, ma, come si evince facilmente dalle modalità di accesso, si tratta di un’apertura parziale che deve rispettare certe condizioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda di Salvini, sono state anche le dichiarazioni dell’ex Presidente della Camera Laura Boldrini che ha commentato con un tweet la decisione di portare la finale in Arabia Saudita: “I signori del calcio vendano pure i diritti delle partite ma non si permettano di barattare i diritti delle donne!

“. Anche il sottosegretario per le pari opportunità Vincenzo Spadafora del M5S si oppone a questa scelta, condannando il fatto che le donne dovranno assistervi “segregate in appositi recinti“.


Tuttavia, Miccichè ha specificato che si è trattato di una decisionein linea con le scelte dell’Italia“.

A parte lo sport, è pur vero che il massacro in atto in Yemen sta avvenendo anche grazie alla vendita delle bombe italiane all’Arabia Saudita, un fatto poco conosciuto e che certo sembrerà fuori tema rispetto alla Supercoppa italiana, ma che deve far riflettere su come a volte si usino due pesi e due misure parlando di diritti umani.

Gaetano Miccichè ha risposto che la supercoppa italiana si giocherà in Arabia Saudita e che si tratta di una decisione in linea con le scelte dell'Italia

Gaetano Miccichè

Le donne in Arabia Saudita

Sono tantissimi i diritti negati alle donne in Arabia Saudita. Solo poco tempo fa, è diventata virale la notizia che era stato esteso anche a loro il diritto di guidare l’automobile. Fino allo scorso aprile, le donne potevano entrare in automobili guidate da un autista, condizione che però cozzava con la situazione economica di moltissime famiglie che un autista non potevano certo permetterselo.

In pochi però sanno che dopo questa apertura tre delle combattenti simbolo delle lotta in Arabia Saudita per i diritti delle donne, Aziza al-Yousef, Loujain al-Hathloul ed Eman al-Nafjan sono state arrestate con la motivazione che attraverso il contatto con non ben specificate “entità straniere” esse minavano la sicurezza interna.

Le donne in Arabia Saudita hanno pochissimi diritti

Immagine di repertorio: donne con il velo.

Restano tantissimi i diritti negati alle donne, tra questi è sufficiente ricordarne tre: le donne non possono sottoporsi ad alcun intervento medico senza il consenso del parente maschio più prossimo, non hanno diritto a gestire il denaro aprendosi un conto in banca e non hanno diritto a un processo equo, basti pensare che in Arabia Saudita la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo.

Le donne allo stadio

AGGIORNAMENTO – L’ambasciata di Riad a Roma ha chiarito all’Ansa che le donne potranno entrare allo stadio in Arabia Saudita per assistere al match senza dover essere accompagnate da un uomo.