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Non bastano le polemiche nostrane che pure offrono un piatto ricco tra salvataggi di banche, gestione dei flussi migratori e Manovra economica. Adesso il vicepresidente del Consiglio decide di infilarsi anche nei grattacapi d’oltralpe, forse per rilanciare l’immagine di un Movimento 5 Stelle un po’ offuscata. L’endorsement di Luigi Di Maio ai gilet gialli tende a riabbracciare quelle istanze dal basso, sentite vicine, specie in vista delle prossime elezioni europee. La Francia, però, non gradisce, dato che le proteste, in diversi casi, hanno messo a ferro e fuoco Parigi e ogni angolo del Paese.

Luigi Di Maio punta ai gilet gialli: le manovre pre-elezioni

Mancano poco più di 5 mesi alle prossime elezioni europee e anche il Movimento torna in campagna elettorale (mai davvero finita). Forse per rispolverare l’aura da lotta ai poteri forti, che tanta fortuna ha portato, Luigi Di Maio ha deciso di fare l’occhiolino ai “gilet jaune”. Sarà difficile, d’altronde, rivendere in maniera convincente agli elettori quanto fatto finora dal governo, sponda grillina: il Reddito partirà, ma fortemente rimodulato rispetto a quanto promesso, e la Manovra non ha convinto molti.

L’animus ambientalista si è un po’ perso dopo la figuraccia delle trivelle nello Ionio e la democrazia diretta è argomento che poco interessa rispetto alle contingenze ben più materiali che preoccupano il contribuente medio. Il leader pentastellato quindi volge lo sguardo altrove e mette addirittura a disposizione della nebulosa movimentista francese la piattaforma Rousseau. Anche i gilet gialli stanno organizzandosi per le elezioni europee e forse il Movimento punta ad un’alleanza da contrapporre all’internazionale populista che il socio di governo Salvini sta costruendo con gli alleati di Visegrád.


La Francia non gradisce: “Imparino a fare pulizia in casa loro”

A rispondere alla provocazione la ministra degli Affari europei, Nathalie Loiseau: “La Francia si guarda bene dal dare lezioni all’Italia. Salvini e Di Maio imparino a fare pulizia in casa loro“. Ormai però il dibattito è aperto, e anche Matteo Salvini si esprime, tenendo sapientemente il piede in due staffe: “Sostegno ai cittadini perbene che protestano contro un presidente che governa contro il suo popolo ma assoluta, ferma e totale condanna di ogni episodio di violenza che non serve a nessuno“.

L’occasione per lanciare una stilettata ad un Macron molto in difficoltà non si lascia scappare così, e i due leader tentano l’affondo.

Loiseau, come riporta l’ANSA, ha poi commentato appena arrivata a Bruxelles la presa di posizione dell’Italia: “Ogni governo ha la priorità di occuparsi del benessere dei suoi cittadini, perciò penso che la priorità del governo italiano sia di occuparsi del benessere degli italiani. Non penso che occuparsi nei gilet gialli abbia a che fare col benessere degli italiani“. Domani nella capitale europea dovrebbe arrivare lo stesso Di Maio per incontrare possibili alleati per le prossime elezioni.


Di Maio replica e sale la tensione con l’Eliseo

Il leader pentastellato, intanto, replica alla ministra Loiseau: “Forse si dimentica di quando il suo presidente, Macron, parlando del nostro governo ci aveva paragonato alla lebbra“. Certe ferite non si dimenticano, e Di Maio rincara la dose: “Quanta ipocrisia. Il popolo francese chiede il cambiamento e un maggiore ascolto delle loro esigenze“. Nella diatriba entra anche la Commissione europea che tenta di mettere ordine, seppur senza alzare i toni: “Non facciamo commenti ad altri commenti, tantomeno quando vengono da commentatori professionali“. L’Ue sceglie la diplomazia ma c’è la stoccata, mentre Juncker assicura sostegno a Macron sulla questione dei gilet gialli.